prossimi 25 e 26 marzo, in occasione delle Giornate di primavera del Fai, la fortezza restaurata verrà aperta al pubblico Sarà un luogo destinato ad eventi culturali e manifestazioni espositive La Torre del Parco viene restituita ai fasti del passato ed alla possibilità di essere ammirata dai cittadini. I prossimi 25 e 26 marzo, in occasione delle Giornate di primavera del Fondo italiano per l'ambiente (Fai), l'antico monumento edificato nel 1419 da Giovanni Antonio Orsini del Balzo, verrà aperto al pubblico al termine di lunghi e laboriosi restauri condotti dall'attuale proprietario, l'imprenditore Roberto Miglietta. Dal 1992, infatti, la Torre è passata nella proprietà della società Clausura, operante nel settore tessile. E la sua prospettiva è ora quella di rappresentare un centro con finalità culturali, dove potranno essere organizzate mostre, eventi e manifestazioni espositive. In occasione della riapertura è stato anche realizzato un elegante catalogo storico e documentale, curato dall'ingegner Gianni Carluccio, il quale si è servito di fonti d'epoca ed atti legati alla vita della Torre per ricostruirne una storia dettagliata e affascinante, strettamente legata a quella di Lecce a partire dal regno dei D'Enghien e per i successivi 500 anni (ne riferiamo nel testo a parte, a firma dell'ingegner Carluccio). L'intervento più significativo effettuato sulla Torre, sotto l'attenta supervisione della Sovrintendenza ai beni monumentali, è stato quello della demolizione delle murature in tufo ottocentesche situate al piano superiore. Peraltro, proprio la necessità di demolire le murature e le volte postume era stata ipotizzata nel nulla osta della Sovrintendenza nel 1997, nella prospettiva di riportare il corpo di fabbrica al suo stato originario, eliminando quelle opere che, pur ottocentesche, non avevano alcuna rilevanza storica rispetto al manufatto (i lavori sono stati diretti dall'ingegner Claudio Giancane). Gli ambienti interni, caratterizzati anche da un'antica scala a chiocciola, sono stati riportati al loro impianto originale e l'abbattimento delle volte ottocentesche ha reso possibile la ricostruzione del soppalco ligneo intermedio. Altro importante intervento è stata l'eliminazione dei balconcini ottocenteschi sui lati est e ovest della Torre ed il ripristino delle arcate e dei vani originari. Grazie ai lavori è stato completamente recuperato l'immobile adiacente al piano terra, a ridosso della chiesa di San Pasquale, e del relativo loggiato, grazie ad una consistente serie di interventi di manutenzione straordinaria e di risanamento igienico edilizio, sia interno che esterno. Un valore molto particolare è stato attribuito al ripristino del fossato che circonda il momunento. Lo spazio è stato del tutto ripulito, parzialmente pavimentato con basolato calcareo di pietra di soleto e completato con la piantumazione di alberi ed essenze locali mediterranee. Il fossato, poi, è stato arricchito con opere di illuminazione, ed analogamente si è fatto con lo spazio esterno superiore, in modo da conferire alla Torre, nelle ore serali, quell'antica e maestosa suggestione che le ultime generazioni non avevano mai potuto cogliere fino in fondo. p.b. 18032006