La propone l'assessore Francesco Lusciano alla luce dei tagli che hanno colpito anche questo settore: «Un problema non più dilazionabile» «Dobbiamo evitare la frammentazione delle iniziative ed il mancato collegamento tra i produttori di eventi» Chioggia Gli inconvenienti registrati nel corso della demolizione del teatro Astra, si salva si e no qualche pilastro e la struttura della galleria, non sposteranno di molto la data di consegna del lavoro finito. Verso la fine del prossimo anno, prevede l'assessore alla Cultura, Francesco Lusciano. Che, proprio per questo, ritiene non dilazionabile il problema della gestione dei beni culturali. "Dobbiamo soprattutto evitare la frammentazione delle iniziative ed il mancato collegamento tra i vari produttori di cultura". Un elenco nel quale con il teatro Astra rientra la pinacoteca del Granaio (anche qui cantiere ormai prossimo) le sale di esposizione, l'auditorium ed il museo civico che secondo Lusciano deve specializzarsi come museo archeologico e della storia civica se, "come spero, riusciremo ad attrezzare un museo della pesca che corrisponda alla valenza che per Chioggia ha avuto ed ha tuttora questa attività". L'elenco dovrebbe poi allungarsi includendo la Loggia dei bandi, sede attuale del comando vigili urbani. A chi dunque la gestione in un periodo di "vacche magre" che difficilmente concilia l'assunzione di un onere del genere? L'assessore vede una "gestione in economia", che non sia quindi affidata ad esterni e che risulti dalla formula pubblico-privato. "Nel pubblico, insieme al Comune - spiega Lusciano - metterei Provincia, Regione, Camera di commercio; nel privato, le associazione che agiscono nel settore della cultura, della musica e del teatro e le Fondazioni insieme alle banche". I beni da gestire sono del Comune e, quelli restaurati e da restaurare lo sono e lo saranno con fondi pubblici. "Per questo vanno evitate gestioni private, che poi non consentono alcun tipo di controllo". Il target che più contraddistingue le manifestazioni fin qui presentate - sottolinea Lusciano, che evidenzia anche la dimensione promozionale dei fatti culturali - è sicuramente popolare. Per questo serve che la gestione si caratterizzi proprio in questo senso". Siamo di fronte ad una proposta, che sicuramente provocherà delle reazioni. Lo stesso assessore, a corredo della propria proposta, avanza anche una richiesta. "Una città come la nostra, che destinava alla cultura il 2,5 per cento del bilancio, quest'anno per i tagli l'1,7 per cento, deve investire riservando alla cultura almeno il 5 per cento". G.B.
Chioggia Beni culturali, gestione pubblico-privata
L'assessore alla Cultura di Chioggia, Francesco Lusciano, propone una gestione dei beni culturali del Comune attraverso un modello pubblico-privato. Il problema della gestione dei beni culturali è considerato non dilazionabile e deve evitare la frammentazione delle iniziative e il mancato collegamento tra i produttori di cultura. L'assessore propone di coinvolgere la Provincia, la Regione, la Camera di commercio e le associazioni private nel settore della cultura. La gestione deve essere affidata a un'entità pubblica e non privata, con il controllo dei fondi pubblici. Il target principale delle manifestazioni culturali è il popolo, quindi la gestione deve essere caratterizzata in questo senso.
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