IN PRIMO PIANO Valgono fino a 20 miliardi le una-tantum potenziali ROMA - Una rete di sicurezza per i conti pubblici fino a 20 miliardi di euro, un intreccio di operazioni straordinarie da realizzarsi nell'ultimo trimestre dell'anno per correggere in extremis il deficitPil - per centrare il target del 3,5 anche nel caso di sforamento degli obiettivi sui tagli di spesa della Finanziaria - e frenare l'aumento per il secondo anno consecutivo del rapporto debitoPil. È questo il piano d'emergenza che vede già all'opera i tecnici del Tesoro e delle investment bank specializzate in finanza pubblica. Il menu delle opzioni allo studio è un misto di déjà-vu e di novità: dalle dismissioni immobiliari di proprietà della Difesa e degli enti previdenziali alle cartolarizzazioni dei crediti finanziari Inps e dei primi crediti d'imposta, dalle securitization di nuovi fondi rotativi alle cessioni e rivalutazioni dei fondi di garanzia per finire alle privatizzazioni. La macchina delle una tantum ora ha i motori spenti. Proprio ieri i conti pubblici hanno incassato la promozione del Consiglio Ecofin e la Finanziaria 2006 ha raccolto ampi consensi dopo l'esame preliminare positivo in sede di Eurogruppo. Il piano di rientro dell'Italia, per riportare il deficitPil sotto la soglia del 3 entro il 2007, è alla portata ma sull'andamento della finanza pubblica di quest'anno grava il punto interrogativo delle elezioni politiche. Il nuovo Governo si insedierà poco prima dell'estate e prevedibilmente soltanto in settembre sarà in grado di iniziare a prendere decisioni su un'eventuale correzione dei conti pubblici. Le una tantum però non si possono improvvisare: hanno bisogno di lunghi mesi di preparazione. È per questo che i tecnici di Via XX Settembre e le banche più impegnate nella finanza pubblica stanno esplorando già da adesso un'ampia gamma di operazioni straordinarie da realizzarsi - se dovesse servire - entro fine anno. I margini di manovra non sono affatto stretti. Bruxelles ha consigliato all'Italia di rinviare il Piano di Lisbona al 2007 per poter utilizzare nel 2006, in caso di necessità, fino a 3 miliardi di euro di dismissioni immobiliari per il contenimento del deficitPil. La Finanziaria 2006 stabilisce che «i maggiori proventi derivanti dall'alienazione del patrimonio immobiliare dello Stato sono destinati alla riduzione del debito» e dunque al fondo di ammortamento ma mette anche in conto «l'eventuale diversa destinazione di quota parte di tali proventi subordinata alla previa verifica con la Commissione dell'Ue». Per quanto riguarda il contenimento del debito, il Dpef 2006-2009 e la Relazione previsionale e programmatica prevedono dismissioni e privatizzazioni per 15 miliardi di euro quest'anno. Nel caso di necessità, il Tesoro intende contare innanzitutto sulle dismissioni immobiliari già in cantiere. Il ministero della Difesa ha consegnato nei giorni scorsi una nuova lista di proprietà residenziali adatte alla cartolarizzazione: oltre 4.493 unità (molte delle quali vuote o in cattivo stato) per un controvalore di mercato che però pare non superi i 200 milioni di euro. A questi immobili dovrebbero aggiungersi nuove proprietà degli enti previdenziali per poter formare un portafoglio vicino al miliardo di euro. Due le ipotesi di lavoro: il lancio di una terza securitization, Scip3, oppure la formula del "programma" con un mero incremento del portafoglio Scip2. Un'altra operazione già imbastita nel 2005 riguarda la cessione di caserme: un primo pacchetto di 240 caserme potrebbe essere venduto quest'anno alla Fintecna per ricavare fino a 1,3 miliardi di euro (sempreché l'Agenzia del Demanio riesca ad accatastare gli immobili). La Difesa avrebbe già pronta una seconda tranche di caserme per un altro miliardo di euro. In aggiunta il Tesoro conta di incassare un extra dal collocamento delle quote di PatrimonioUno, previsto questa primavera. Più impegnative si presentano le operazioni straordinarie a riduzione del debito. Le privatizzazioni in piena campagna elettorale sono ferme perché hanno bisogno dell'input politico. Qualcosa si muove nel mondo delle cartolarizzazioni sui crediti. Il lancio di Inps7 quest'anno è compromesso dal progetto di condono sui crediti agricoli allo studio presso una Commissione che dovrà esprimersi entro il 31 luglio: le procedure di riscossione sono state sospese fino a quella data ma l'impatto sulle cartolarizzazioni Inps in circolazione (stimato in 75 milioni di euro) è pressoché nullo perché gli interessi di mora continuano ad essere conteggiati. In alternativa, sono allo studio cartolarizzazioni o cessioni su nuovi crediti che ammontano a 70 miliardi di euro: crediti d'imposta (un segnale per mettere la fine alla stagione dei condoni), fondi rotativi e crediti non del Mef. Non è esclusa infine la rivalutazione del rischio contenuta nei fondi di garanzia per liberare risorse e poste finanziarie a riduzione del debito. ISABELLA BUFACCHI i.bufacchiilsole24ore.com
LA RETE DEL TESORO. La stima include dismissioni immobiliari cartolarizzazioni e cessioni di crediti
Il governo italiano sta esplorando opzioni straordinarie per correggere il deficit pubblico e raggiungere il target del 3,5% del PIL. Il piano prevede dismissioni immobiliari, cartolarizzazioni di crediti e privatizzazioni, con un budget di fino a 20 miliardi di euro. Il ministero della Difesa ha consegnato una lista di proprietà residenziali adatte alla cartolarizzazione, mentre il Tesoro intende contare sulle dismissioni immobiliari già in cantiere. Le opzioni straordinarie includono anche la rivalutazione del rischio contenuta nei fondi di garanzia e la cessione di caserme.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo