Testi, opere e reperti nel catasto da mettere on line Rete e controllo qualità. Sono due delle parole che ricorrono più di frequente nel progetto di riforma dei beni culturali sardi proposto dalla giunta regionale (ce ne sarebbe un'altra, fruibilità: si confida che le pubbliche amministrazioni prima o poi, continuando a occuparsi di bellezze naturali e artisti-che, troveranno un vocabolo meno antiestetico). La rete non è solo quella tra le strutture e le aree ad alta densità culturale, ancora da costruire. Un ruolo importante è attribuito a internet, in particolare attraverso i due siti www.sardegnabiblioteche.it e www.sardegnacultura.it. Il primo è già operativo, sul secondo si sta lavorando e dovrebbe essere pronto tra qualche settimana. Come spiega la nota che accompagna il disegno di legge, l'obiettivo è realizzare «un sistema informativo che possa costituire un efficace strumento per la conoscenza, la promozione e la gestione del patrimonio culturale della Sardegna». Con una precisazione: non tutte le informazioni che verranno convogliate verso la rete saranno automaticamente messe a disposizione dei navigatori: ci sono elementi di conoscenza, hanno sottolineato Som e la Pilia, che sarebbe controindicato rendere pubblici, ad esempio informazioni su cantieri di scavo saccheggiabili. A parte questi casi particolari, il criterio sarà quello seguito «quando abbiamo aperto il deposito dei libri di proprietà della Regione e li abbiamo distribuiti ai cittadini che ne hanno fatto richiesta: sono sicuramente più utili ora che quando erano rinchiusi negli scatoloni». Prima di togliere gli imballaggi alla storia e alla preistoria per distribuirle virtualmente, ci sarà da fare un censimento accurato del patrimonio. Una sorta di catasto culturale al quale tra alterne vicende si lavora da tempo con risultati insoddisfacenti: la catalogazione è stata avviata nei primi anni '90 attraverso tecnologie ora superate, ha detto Soru, e finora ha visto il censimento solo del 15 per cento del totale. Catalogo dei libri da riprendere in mano, catalogo dei beni artistici, archeologici e etnografici da lanciare con un'operazione di ampio respiro, visto che si stimano in 10 mila le opere, gli oggetti e i reperti da individuare e corredare con una scheda che di ciascuno fornirà descrizione, storia e caratteristiche. E se il patrimonio culturale verrà censito con attenzione, un'opera di monitoraggio altrettanto accurata è prevista sul lavoro degli operatori culturali. Il disegno di legge prevede l'istituzione di due osservatori regionali, quello dei musei e quello delle biblioteche, che vigileranno sulla qualità dei servizi offerti ai visitatori e sulla «concreta partecipazione del mondo museale e bibliotecario, della cultura e delle istituzioni alle attività di programmazione». Ulteriore strumento di controllo - e di certificazione di qualità per il marchio della cultura sarda - sarà l'albo degli istituti e dei luoghi di cultura dell'Isola: l'iscrizione sarà subordinata al rispetto degli standard di qualità nei servizi offerti e della formazione professionale del personale, (et.)
SARDEGNA: Siti internet e cataloghi per i beni culturali
La giunta regionale sarda propone un progetto di riforma dei beni culturali che prevede la creazione di una rete per la condivisione del patrimonio culturale sardo. Il progetto include la creazione di due siti web, www.sardegnabiblioteche.it e www.sardegnacultura.it, che saranno utili per la conoscenza, la promozione e la gestione del patrimonio culturale. Tuttavia, non tutte le informazioni saranno disponibili online, poiché ci sono elementi di conoscenza che non dovrebbero essere resi pubblici. Il progetto prevede anche la creazione di un catasto culturale, che sarà realizzato attraverso un censimento accurato del patrimonio culturale.
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