NOTO - Un'occasione di confronto per trasformare in turismo culturale una delle risorse economiche principali del nostro Paese. Questo obiettivo primario teso a coniugare la tutela del patrimonio ad una nuova concezione di uso del patrimonio stesso è il leit motiv della prima Conferenza dei siti italiani iscritti nella Lista del patrimonio mondiale del'Unesco che ha avuto inizio nel pomeriggio di ieri nella capitale europea del barocco, capofila del sito del Val di Noto. «Ho fortemente voluto la conferenza perché ritengo necessario un coordinamento istituzionale delle politiche di tutela e di valorizzazione dei siti italiani - ha dichiarato il sottosegretario ai beni culturali, on. Nicola Bono -. Le nuove disposizioni che impongono a tutti i siti inseriti nella lista dell'Unesco la stesura di un piano di gestione entro il 2005 non rappresentano semplicemente un obbligo verso l'organizzazione delle Nazioni Unite, ma al contrario sono un'opportunità da sfruttare». La conferenza si è aperta ieri nella città di Noto nella grande sala del teatro comunale "Vittorio Emanuele" dove i relatori si sono succeduti dopo il saluto delle autorità e del primo cittadino, Michele Accardo. «E' questo un momento significativo per la valorizzazione dei siti Unesco e di quello del Val di Noto e della citta' che io mi onoro di rappresentare - ha detto il sindaco Accardo - ancora una volta Noto e'al centro di un movimento internazionale teso allo sviluppo dell'economia di questi luoghi". Il sottosegretario Nicola Bono ha aperto e coordinato la sessione d'apertura dei lavori a cui erano presenti il presidente della provincia di Siracusa, Bruno Marziano, e Francesco Bandarin, direttore del Centro del patrimonio mondiale dell'Unesco che ha sede a Parigi. Durante i lavori di ieri pomeriggio sono intervenuti mons. Francesco Marchisano, arciprete della basilica di san Pietro, presidente della pontificia commissione permanente per la tutela dei monumenti storici ed artistici della Santa Sede; Francesco Aloisi De Lardarel, direttore generale per la promozione e cooperazione culturale del ministero degli Affari esteri; Giovanni Puglisi, segretario generale della commissione nazionale Unesco. Nella seconda sessione sono intervenuti Giuseppe Proietti, direttore generale dei beni archeologici e presidente del gruppo di lavoro interministeriale permanente per la Lista del patrimonio mondiale dell'Unesco; Francesco Bandarin, Mario Bagnara, presidente uscente dell'associazione "Citta' italiane patrimonio Unesco", e Jukka Jokilehto dell'Icomos di Parigi.