New York, Paola Antonelli è uno dei curatori di primo piano del ricco menu artìstico NEW YORKLe mostre al MoMa continuano a essere affollatissime. Venuti da ogni angolo del mondo (e dell'area metropolitana), migliaìa di turisti, studenti, artisti, impiegati, intellettuali, pensionati, restano in fila per ore davanti all'edifìcio avveniristico che ospita il museo di arte moderna. Ogni anno vengono battuti record di presenze e soprattutto di incassi, grazie anche al costo del biglietto che ora, dopo la ristrutturazione dell'edificio curata dal giapponese Yoshio Taniguchi e completata nel 2004, costa 20 dollari. Come si spiega questo successo che è in controtendenza rispetto all'Italia? Paola Antonelli, qual è il segreto del MoMa? «È nella sinergia che si crea tra mostre temporanee e struttura permanente: noi offriamo ai visitatori un menu culturale molto ricco e diversificato, con il risultato che chi viene qui per vedere la "Notte stellata" di Vincent Van Gogh o un capolavoro di Claude Monet finisce per essere attratto anche dalle mostre in corso». Italiana d'origine, newyorkese d'adozione, Paola Antonelli è entrata al MoMa nel 1994, dopo aver insegnato all'università di Los Angeles, e ha ora un ruolo di primo piano nel più famoso museo d'arte moderna del mondo. Scrive libri, pubblica cataloghi, tiene conferenze (l'ultima in Brasile questa settimana). E come curatrice del dipartimento di architettura e design organizza decine di mostre famose. Nell'ultima, intitolata "Safe", sono stati esposti 300 prodotti e prototipi per rispondere alle paure e ai pericoli del mondo contemporaneo. Cosa si può fare, a suo avviso, per fermare il declino nel numero dei visitatori delle mostre in Italia? È dovuto a un'inflazione dell'offerta? «È difficile generalizzare e ogni situazione merita un esame specifico, ma l'esperienza del MoMa, come degli altri musei newyorkesi, può rivelarsi utile. Nella maggioranz adei casi non è sufficiente organizzare una mostra per attrarre il pubblico. Certo, ci sono eccezioni. Nomi come Van Gogh, Picasso o Monet hanno un appeal universale, il pubblico è disposto a rincorrere questi quadri ovunque nel mondo. L'anno scorso abbiamo avuto un'esperienza simile con la mostra di Cézanne e Pissarro. Ma in generale le mostre non hanno un valore astratto e basano il loro successo sulla interazione con il museo che le ospita». Sì torna quindi alla differenza tra musei italiani e americani. «Non c'è dubbio che negli Stati Uniti, e in particolare a New York, i musei siano diventati un polo di irradiazione culturale e dì aggregazione intellettuale. Turisti e newyorkesi sanno di poter venire da noi tutti i giorni dell'anno, tranne che in quelle due o tre giornate festive, trovando, oltre a una collezione senza eguali, anche conferenze, proiezioni di film, programmi educativi e una serie di mostre. Così il museo diventa un crocevia: una destinazione obbligata per chi viene da fuori città e un punto di riferimento per gli abitanti. E tutti, spinti dalla curiosità per un tema nuovo, insolito, finiscono per visitare le nostre mostre». C'è una differenza tra il modo in cui sono organizzate le mostre a New York e in Italia? «In Italia è possibile montare una mostra più in fretta, grazie all'impegno di chi ci lavora anche 24 ore al giorno, A New York ci sono problemi sindacali che rendono tutto più complesso, ad esempio nelle operazione di trasporto dei quadri. D'altra parte le manifestazioni del MoMa e del Metropolitan si avvantaggiano della forte integrazione con enti e organismi della città, dall'ente del turismo alle istituzioni scolastiche. Di sicuro lavoriamo con molto anticipo, specie negli ultimi anni, curando bene i problemi di comunicazione e di coordinamento. Di solito per una mostra d'arte cominciamo i preparativi tre anni prima».
New York, "La forza del museo e l' innovazione al MoMa l'evento diventa cultura"
Il Museo d'Arte Moderna di New York (MoMa) è uno dei più affollati del mondo, con migliaia di visitatori ogni anno. La curatrice Paola Antonelli spiega il suo successo come sinergia tra mostre temporanee e struttura permanente. Il MoMa offre un menu culturale ricco e diversificato, che attira anche i visitatori che vengono per vedere opere famose come "Notte stellata" di Van Gogh o "Monet". Antonelli, italiana d'origine e newyorkese d'adozione, ha un ruolo di primo piano nel museo e organizza decine di mostre famose.
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