17032006 A trent'anni dalla scomparsa di Luchino Visconti il direttore della fondazione, Vuoso, denuncia: «Troppi ritardi degli enti locali» «Il programma ischitano delle manifestazioni per Luchino Visconti è in pericolo. I soci istituzionali della fondazione, e cioè la Regione e la Provincia, hanno tempi lunghissimi nell'erogazione delle quote sociali; mentre il comune di Forio, proprietario della villa La Colombaia, non prevede alcuna partecipazione e non provvede nemmeno alle opere di manutenzione. Se questa situazione si protrarrà, la nostra fondazione potrà cambiare sede, restituendo la gravosa gestione della villa all'ente proprietario». A trent'anni esatti dalla morte e a cento dalla nascita (il 2 novembre) le celebrazioni dedicate dalla Fondazione La Colombaia a Luchino Visconti - già programmate - rischiano di saltare. A lanciare l'allarme con parole che sanno di denuncia e di appello, è il direttore della fondazione che prende il nome dalla villa del grande regista a Forio d'Ischia, Ugo Vuoso, antropologo e docente universitario. «Abbiamo allestito un intenso programma di attività in tre ambiti diversi - aggiunge - ma il nostro lavoro è messo a repentaglio dalla scarsa collaborazione degli enti locali». La prospettiva rende più triste il ricordo. Trent'anni fa, il 17 marzo del 1976, in un appartamento preso in affitto in via Fleming, a Roma, si spegneva il genio di un maestro della regia, capace di spaziare ai vertici dell'arte tra cinema, lirica e teatro. Da quando, nel '72, si era manifestata la malattia che lo avrebbe condotto alla morte, Visconti aveva lasciato la villa sulla Salaria per avvicinarsi all'abitazione della sorella Uberta. Sono trascorsi trent'anni, da allora; ma è passato anche un secolo dalla sua nascita, il 2 novembre 1906 a Milano. L'arco temporale della memoria si ricompone tra le due ricorrenze ed è il viatico per un carnet di manifestazioni, programmate sotto l'egida della fondazione La Colombaia, non solo nell'antica villa immersa nel parco di Zaro, a Forio d'Ischia, che custodisce le ceneri di Visconti e che, restaurata e trasformata in museo e fondazione, ospita prestigiose iniziative per il cinema e il teatro. Anche altrove, infatti, in Italia e all'estero, l'anno viscontiano si caratterizza con un fitto calendario di appuntamenti. In particolare, per il centenario della nascita, si terrà la seconda edizione del Festival Visconti, previsto per i mesi di settembre-novembre. Sarà articolato in cinque sezioni di incontri, mostre, seminari, rassegne di cinema, teatro e musica. Nell'ambito della rassegna si svolgerà la quinta edizione del Premio internazionale Visconti, che si avvale dell'alto patronato del presidente della Repubblica. Il riconoscimento, simboleggiato dal Gattopardo d'oro, è stato attribuito in passato ad Arthur Penn, Gabriele Salvatores, Mario Monicelli, Bertrand Tavernier. Con l'Ortensia d'argento, invece, sono stati premiati tra gli altri Roberto De Simone, Franca Rame, Alida Valli, Suso Cecchi D'Amico, Mario Garbuglia, Enrico Ghezzi, Patrizia Cavalli. «La cerimonia di premiazione di quest'anno - spiega il direttore artistico Daniele Morgera - sarà parte integrante di una trasmissione televisiva della Rai con collegamenti da vari luoghi viscontiani». Un secondo gruppo di iniziative comprende mostre e incontri che la fondazione sta promuovendo e organizzando in Italia, in collaborazione con enti territoriali e scuole. A Cagliari è stata allestita la prima di queste esposizioni, nelle sale della Cittadella museale. I pannelli che illustrano vita e opere di Visconti fanno da racconto-cornice ai quadri del pittore Angelo Liberati, che si è ispirato all'opera cinematografica viscontiana. L'ultimo gruppo di iniziative riguarda allestimenti celebrativi e rassegne all'estero, in collaborazione con gli Istituti di cultura italiani: a Buenos Aires, Smirne, New Delhi, Shangai, Sidney e Tokio.