Parla il soprintendente archeologo di Roma Angelo Bottini SOPRINTENDENTE Bottini, quando ha visto la prima volta i nuovi affreschi della Casa di Augusto? «Era l'estate scorsa. Ero proprio all'inizio del mio incarico a Roma e così ho fatto, come di dovere, tutti i sopralluoghi, tra cui questo che è stato il più bello. Le pitture della sala della Rampa e dell'Oecus non sono mai state viste da visitatori, solo dai restauratori e da pochi studiosi. E quello che si vede sorprende anche un archeologo professionista». Che cosa appare? «Un meraviglioso tappeto di decorazioni complesse, vegetali, architettoniche e con la presenza anche di uccelli. E quello che colpisce è la qualità delle pitture, che è elevatissima. Viene subito da pensare a quale era il livello che poteva raggiungere la decorazione, anche in una fase iniziale della città imperiale. Augusto aveva ancora una casa quasi da privato cittadino, se si fa il paragone con la Domus Aurea che verrà». In che anni siamo? «Gli ultimi del primo secolo avanti Cristo», Come è la sala della rampa? «La rampa era quella che portava al tempio di Apollo. Ci sono particolari decorativi straordinari e in più c'è l'emozione di trovarsi nella Casa di Augusto: al di là dell'aspetto artistico c'è il dato storico, le stanze in cui è vissuto materialmente l'imperatore. Non solo: abbiamo la possibilità di entrare in un edificio dell'antichità in cui sopravvivono l'alzato, le mura, la dimensione e la spazialità di una costruzione completa e la certezza che è stato frequentato da Augusto. Da questo punto di vista è un documento eccezionale, un notevole avvicinamento psicologico. Non ne abbiamo un altro come questo dell'antichità, a parte la Domus Aurea». Che sensazione si prova? «Di rivivere la vita domestica di Augusto. E abbiamo una conferma dalle fonti scritte». Quando questi tesori saranno aperti al pubblico? «Deve finire l'opera dei restauratori. Ci vorranno almeno due anni. Le parti dell'affresco conservate meglio sono quelle trovate negli scavi e poi ricomposte, perché sono state protette dalla terra. Ma quando saranno visibili rappresenteranno qualcosa di unico al mondo, faranno la differenza». Come saranno organizzate le visite? «Non potranno essere libere, le stanze sono piccole, gli affreschi a portata di mano. Saranno visite guidate, ma indimenticabili».
"Quei colori mai visti nelle stanze dell'imperatore"
Il soprintendente archeologo Angelo Bottini ha visto per la prima volta i nuovi affreschi della Casa di Augusto l'estate scorsa. I pittori hanno creato un tappeto di decorazioni complesse, vegetali, architettoniche e con uccelli. La qualità delle pitture è elevatissima e sembra che Augusto avesse ancora una casa da privato cittadino. La sala della rampa era quella che portava al tempio di Apollo e ci sono particolari decorativi straordinari. L'edificio è un documento eccezionale per la vita domestica di Augusto e non ne abbiamo un altro come questo dell'antichità, a parte la Domus Aurea.
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