La burocrazia rischia di tagliare una parte del Museo della Liberazione di via Tasso. I funzionari dell'Agenzia delle entrate (che dovrebbe acquistare a nome del Comune, della Provincia e della Regione un appartamento dello storico edificio) si sono accorti che i documenti non sono in regola: nella copia dell'accordo tra i tre enti (che pagheranno l'acquisto dell'immobile) manca una data e quindi la trattativa rischia di fallire. «E' già successo per l'acquisto dell'appartamento dell'interno 10 che abbiamo perduto dopo undici anni di trattative. Ora siamo vicini al secondo buco nell'acqua - commenta Antonio Parisella, presidente del Museo, docente di storia contemporanea -. Le sorti dell'appartamento all'interno 7 per noi sono fondamentali. Senza la certezza degli spazi da utilizzare non possiamo pensare a un nuovo allestimento museale». La storia dell'appartamento all'interno 7 è piuttosto recente. Un paio di anni fa i legittimi proprietari decisero di vendere l'immobile e la Regione avanzò la richiesta di pagare l'acquisto e vennero stanziati 300 dei 400mila euro del valore stimato. Il Campidoglio ha aggiunto 62 mila euro e la Provincia 38mila. I rappresentanti dei tre enti firmarono un protocollo di intesa e delegarono l'Agenzia delle entrate per formalizzare l'atto di compravendita. «Un errore materiale rischia ora di mandare tutto in fumo - spiega Alessio D'Amato, consigliere regionale della lista Ambiente e Lavoro -. E pensare con il bilancio regionale appena approvato sono stati stanziati altri l00mila euro per la sistemazione degli spazi museali. La Regione rischia una doppia beffa: perdere uno spazio importante per il Museo della Liberazione e i 300mila euro versati come caparra per l'acquisto». D'Amato ha scritto al sindaco Veltroni e ai presidenti di Provincia e Regione chiedendo aiuto: «Sarebbe una bella notizia per quella data poter dire alla città che l'appartamento è stato acquistato». «C'è stato un piccolo errore su cui forse c'è stato un irrigidimento eccessivo - spiega Luca Odevaine, vice capo di gabinetto del sindaco -. Abbiamo sollecitato la Sovrintendenza a riprendere il discorso anche perché da parte nostra è stato fatto del tutto per concludere positivamente la vicenda». In Museo della Liberazione sono le cinque celle dove nei nove mesi dell'occupazione nazista della capitale, tra il 1943 il 1944, furono rinchiusi e torturati centinaia di partigiani della Resistenza romana prima di essere deportati per essere fucilati alle Fosse Ardeatine o a Forte Bravetta.In quelle celle, tra i tanti, venne rinchiuso anche don Pietro Pappagallo che ispirò il personaggio intepretato da Aldo Fabrizi nel film di Roberto Rossellini "Roma Città Aperta". Nel '57 la principessa Ruspoli donò quattro appartamenti allo Stato per realizzare il Museo della Liberazione. Ogni anno varcano la soglia del Museo circa 16mila visitatori.
Via Tasso: il museo rischia di perdere un'ala, la Regione 300mila euro
La burocrazia rischia di tagliare una parte del Museo della Liberazione di via Tasso. L'Agenzia delle entrate ha notato un errore nei documenti dell'accordo tra il Comune, la Provincia e la Regione per l'acquisto di un appartamento. La trattativa per l'acquisto è in pericolo. Il Museo della Liberazione è fondamentale per la città e la Regione ha già versato 300mila euro per l'acquisto. La Regione e il Comune hanno aggiunto altri 100mila euro. I tre enti avevano firmato un protocollo di intesa per formalizzare l'atto di compravendita, ma un errore materiale rischia di mandare tutto in fumo.
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