Domenica si chiude la rassegna di nautica e Ferrara, il promotore lancia un appello per tutelare i diportisti Il presidente Nauticsud: salvare i pontili a Mergellina Il fotomontaggio della rivista di "Nauticsud" che lancia l'idea-provocazione di un porto turistico a Castel dell'Ovo CENTOQUARANTA barche ormeggiate in una darsena che ha solo altri tre giorni di vita. Poi andranno via gli ormeggi galleggianti concessi provvisoriamente all'edizione 37 del Nauticsud, in quello stesso specchio d'acqua che un anno fa venne vietato ai pontili, ma che ora forse può giovarsi di questo precedente. «Certo che può diventarlo. Mi auguro sia usato in maniera corretta per la comunità», così dice Lino Ferrara, presidente della manifestazione, che in questi giorni sogna una svolta per Mergellina. È un precedente anche secondo l'autorità portuale di Francesco Nerli, mentre il soprintendente Enrico Guglielmo parla di «modificare e aggiornare i piani paesistici per adeguarli alle nuove esigenze; nessuno ha mai spiegato perché l'autorità portuale non ha ancora creato un piano della portualità», proponendo così nuovi spazi lungo il molo san Vincenzo. «Servono almeno 3 mila posti barca. Costruire un porto turistico non è difficile. Il problema è accettare l'idea. Questo mi sembra ancora il vero atto di trasgressione», sottolinea Ferrara. La sua trasgressione è invece in un fotomontaggio, piazzato sulla copertina del magazine ufficiale della rassegna. Un porto a Castel dell'Ovo. «Perché non si può immaginare un porto turistico dietro Castel dell'Ovo. Davvero mina il paesaggio? Mi chiedo quale amministrazione oggi autorizzerebbe la costruzione del Colosseo nel cuore di Roma. Eppure c'è, ed è una meraviglia». Presidente Ferrara, ma esistono vincoli paesistici. «Sì, quelli di un piano messo in piedi in fretta e furia. Impedisce lo sviluppo dei porti. Non risponde alle esigenze moderne. Le regole vanno adattate». Lo lascia intuire lo stesso soprintendente Guglielmo, ma come si potenzia davvero Mergellina? «Ho scoperto una persona sensibile, non un uomo culturalmente ingessato. Il problema è che deve decidere in base ai vincoli esistenti. Certi divieti non bloccano le opere ma il loro utilizzo. Immaginiamo una spiaggia da Mergellina a Castel dell'Ovo: sarebbe un'infinita mappatella beach. Napoli non è Cannes. La scogliera serve a proteggere la città dai cittadini». Crede che i pontili concessi in questi giorni siano un precedente? «Lo sono. Mi auguro che venga usato in maniera corretta per la comunità, senza litigi». Ma non è certo caduto il vincolo di un anno fa. «Un vincolo sbagliato. Se non c'è posto per i pontili, vanno rimossi anche gli scogli. Pure quelli impediscono di vedere il muro borbonico. È stata un'occasione persa». Vigliena non è una soluzione? «Solo con un risanamento dell'entroterra. Altrimenti è una terra di nessuno. Il porto turistico serve nel centro storico. Non dev'essere un silos in cui parcheggiare in mezzo al deserto. Non fa piacere lasciare la barca a Vigliena o a Castelvolturno. La soluzione è sotto gli occhi di tutti, ma nessuno la vede. Come per Nisida». Nisida? «I suoi ragazzi sono una risorsa. Apriamo un pub lì, affidiamolo a chi esce dal carcere. Diamogli una scuola da frequentare, una ragazza, di cui innamorarsi e una palestra in cui fare i muscoli. Non torneranno a fare gli scippi».