Scandalo all'acropoli, la reazione degli inglesi: «It's terrible». Sos della Soprintendenza al Comune Pozzuoli. L'acropoli con vista sui rifiuti, ecco il biglietto da visita dei Campi Flegrei. Benvenuti agli scavi archeologici di Cuma. Prima di staccare il biglietto guardatevi attorno: sono cassonetti di spazzatura stracolmi e un pozzo nero da dove fuoriescono acque putride. La culla della civiltà antica, l'antro della Sibilla si presenta così a centinaia di turisti. In questi giorni sono partite due segnalazioni ai commissari straordinari, che - da dicembre - amministrano il Comune di Pozzuoli. Sono state firmate dalla Sovrintendenza ai beni archeologici. Denunciano lo stato di degrado, ma invano. Quella spazzatura è uno sfregio a un simbolo della storia. Un pullman di studenti inglesi ieri ha visitato l'acropoli, il tour è iniziato con lo slalom tra le cassette di frutta e i sacchetti di plastica. Le guide turistiche erano imbarazzate, i custodi degli scavi sono arrossiti. I ragazzi stranieri scandalizzati. «It's terribile», dice- Thomas, 16 anni, amante della storia antica che scuote la testa, amareggiato. Da circa una settimana i rifiuti non vengono raccolti lungo il viale che conduce agli scavi. C'è un'emergenza ma presto rientrerà, rassicurano in municipio. Alcuni dipendenti comunali, assorbiti dalla società Igica, che gestisce il servizio di raccolta vogliono una serie di arretrati e scioperano: la città è ridotta a una pattumiera, compresi gli scavi. «È una vergogna. Non è la prima volta che accade. C'è qualcuno che scarica la spazzatura di proposito, arrivano da alcuni supermercati. Questo è un posto periferico», dice uno dei custodi del parco. Di fronte ai cassonetti straripieni c'è la città bassa, l'abitato romano di Cuma che si estendeva fra l'acropoli e il monte Grillo. Le indagini archeologiche hanno messo in luce resti di edifici di epoca sannitica e romana, in prossimità del foro ci sono il Capitolium, il porticato e le terme. Di fronte c'è l'acropoli, immersa nel verde, c'è l'antro della Sibilla, i templi. «L'emergenza? Non è cosa rara - dice Aniello Panaro, guida turistica - a dire il vero qui non passano neanche i netturbini. E poi c'è la fogna, il pozzo nero, sentite la puzza? Nessuno pulisce». Un turista esce dal parco, sorride amaro, è un italiano: «Sono venuto per rivisitare luoghi che già conoscevo, ma torno a casa deluso. Questi sono tesori che dovremo custodire come bomboniere». Lungo il viale d'ingresso ci sono preservativi, siringhe di tossicodipendenti e fazzoletti sporchi. Più avanti, di fronte alla città bassa, splendida e ancora misteriosa, ci sono ì cassonetti stracolmi. «Da due mesi ci siamo abituati ai rifiuti -dice Massimo Burgada, custode del parco i turisti protestano, ma non abbiamo colpa». La voce di Claudia Gabova, guida turistica rumena, si aggiunge alle altre: «È uno scandalo. Di notte qui accade di tutto, dalle coppiette in cerca di intimità ai camion che scaricano rifiuti».