Rimuovono l'intonaco, scoprono il Cinquecento Per la soprintendenza potrebbero esserci altri capolavori Il pregevole affresco cinquecentesco che raffigura San Rocco con accanto l'immagine di un Dio benedicente e Sant'Antonio Abate in preghiera, venuto alla luce dopo secoli di oblio sotto uno strato di oltre un centimetro d'intonaco sta entusiasmando i moltrasini. Martedì quand'è avvenuta la scoperta da parte delle restauratrici Eliana Tovagliaro e Michela Redaelli c'è stato un rapido passa-parola. Sono intervenuti il parroco don Bartolomeo Franzi, il sindaco Rossella Scoccimarro, gli assessori Maria Tettamanti e Riccardo Ragabassi oltre alla presidente del comitato per i restauri di Sant'Agata, Nunziatina Ena. Mercoledì per verificare la portata e l'interesse del ritrovamento ha raggiunto Moltrasio l'esperta della soprintendenza milanese Barbara Mazzali la quale ha dato indicazioni su ulteriori ricerche in quanto ci sono i presupposti per il ritrovamento all'interno dell'antica chiesa di altri preziosi dipinti. Era presente l'esperto di beni storico-artistici Bruno Fasola, Eliana Tovagliaro, nei giorni scorsi aveva eseguito alcuni assaggi sotto lo spesso manto d'intonaco che copriva il catino absidale della navata minore e piano piano è affiorato il prezioso dipinto del quale non si conosce l'autore, sicuramente rinascimentale. San Rocco è raffigurato con il cane e con lo sfondo di un paesaggio che potrebbe essere il lago in versione antica. Ci sarebbe anche un legame tra l'affresco di San Rocco, coperto con la malta probabilmente nel '600 quando la chiesa venne trasformata in lazzaretto e la navata laterale. Nunziatina Ena, che ha approfondito le ricerche, dice che anticamente in quel luogo c'era un altare dedicato proprio al santo, ma il vescovo Archinti nella visita pastorale del 1597 ne aveva ordinato l'eliminazione per l'aspetto un po' trasandato in cui l'aveva trovato. Tolto l'altare e coperto l'affresco, il piccolo abside è rimasto senza particolari richiami fino all'altro giorno così che il piano di restauro della chiesa, reso possibile con le offerte di tutta la comunità (14 mila euro) e col contributo del comune (6 mila euro) è destinato a subire alcune modifiche, privilegiando la ricerca di altri dipinti prima di passare al restauro degli esistenti, la Madonna del latte, la Madonna in trono e Santa Lucia, tutti quattrocenteschi. «Le emozioni di questi giorni ci inducono a continuare ed a sostenere il restauro e la valorizzazione di questa chiesa tanto cara ai moltrasini - dice l'assessore alla cultura Maria Tettamanti - e con l'aiuto di tutti siamo intenzionati ad andare avanti. La comunità montana ha stanziato 30 mila euro, ma la somma non basta, cercheremo altri fondi, chiameremo le famiglie a collaborare ed anche il comune farà la sua parte. All'esterno abbiamo riscoperto l'antica pavimentazione in ciottoli moltrasini, poi ci sono da recuperare gli affreschi di San Cristoforo e Sant'Agata protetti solo in parte da una tettoia. Gli esperti hanno detto che i dipinti interni ed esterni, minati dall'umidità, dureranno al massimo sei anni. Ma ci troviamo uniti nel proposito di salvarli a beneficio delle generazioni che verranno». Marco Luppi
MOLTRASIO - Affresco affiora durante il restauro di Sant'Agata a Moltrasio
Martedì, durante le opere di restauro della chiesa di Sant'Agata a Moltrasio, sono stati scoperti un affresco cinquecentesco di San Rocco con un Dio benedicente e Sant'Antonio Abate in preghiera. L'opera, nascosta sotto uno strato di intonaco di oltre un centimetro, è stata scoperta da restauratrici Eliana Tovagliaro e Michela Redaelli. Il dipinto è stato trovato nella navata minore della chiesa e rappresenta San Rocco con un cane e uno sfondo che potrebbe essere il lago in versione antica.
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