In biblioteca con un clic: e da oggi anche con la possibilità di comprare da casa la copia in alta risoluzione di un libro, uno spartito, un manoscritto raro. In rete da un anno, il servizio di Internet culturale lanciato dal ministero dei beni culturali insieme con la digitalizzazione del patrimonio di biblioteche pubbliche e archivi, apre le porte all'e-commerce, con l'occhio al pubblico italiano, ma anche a quello più lontano, dai giapponesi agli americani che nel 2005 sono stati tra i più assidui frequentatori del nostro patrimonio on line. La partenza è sperimentale, ha spiegato il direttore per i beni librari e gli istituti culturali Luciano Scala, presentando l'iniziativa con il ministro Buttiglione e gli altri studiosi che hanno partecipato al progetto. Per il primo mese almeno gli oggetti «in vendita sul web saranno molto pochi, in tutto una quarantina - ha detto Scala che ha poi aggiunto che - sarà un assaggio, anche se di tutto rispetto, visto che con il carrello virtuale si potrà entrare in luoghi storici della cultura, a cominciare dalla Biblioteca Nazionale di Firenze, dalla casa della musica del comune di Parma, fino al conservatorio napoletano San Pietro a Majella». E dopo? Concluso il primo esperimento, ha assicurato Scala, «i quattro istituti metteranno il cartellino del prezzo anche su altri tesori del loro patrimonio. Con cifre diverse a seconda dell'uso per il quale si richiede il bene». E i primi dati incoraggiano l'iniziativa: ad un anno dal suo lancio, nel marzo 2005, il Portale di Internet culturale ha raccolto oltre 270 mila visitatori che hanno avuto accesso ad oltre 8 milioni e mezzo di pagine, a partire da 100 nazioni, mentre le ricerche bibliografiche sono state oltre 16 milioni, con 127 milioni di record consultati dagli utenti. E se la parte del leone l'hanno fatta gli italiani con il 65 delle visite, ben il 24 dei visitatori del portale arriva dagli Usa, paese in cui la pratica per gli acquisti on line è particolarmente diffusa. Commercio, sì, ha commentato il ministro Buttiglione. ma non solo, «perché tutto quello che fino ad oggi è stato inserito nel portale resta gratuito per tutti anche se nella versione a bassa risoluzione. Un servizio, ha concluso il ministro, che pone l'Italia in avanguardia in Europa». E che è stato possibile, ha sottolineato, «grazie alla scelta politica di investire sulla informatizzazione della Pubblica Amministrazione».