La burocrazia rischia di vanificare l'ampliamento di uno dei luoghi simbolo di Roma: il museo di via Tasso dove aveva sede il carcere delle SS durante l'occupazione nazista. Nel palazzo le celle della «memoria» convivono con appartamenti privati. Per acquistarne uno la Regione Lazio (presidenza Storace, su emendamento del consigliere D'Amato) ha anticipato 300 mila euro alla proprietaria. Ora, per un pasticcio amministrativo, questi soldi rischiano di andare perduti. «Aspetto con indignazione dice Elvira Paladini, direttrice del Museo di via Tasso . Prima mancava una data, poi una firma, insomma non si finisce mai». A lanciare l's.o.s, a pochi giorni dall'anniversario delle Fosse Ardeatine, è stato il Demanio. E ora è cominciata la corsa per non perdere i 300 mila euro anticipati. Faticosa e incomprensibile vicenda quella che si sta dipanando intorno all'acquisto di un appartamento posto in vendita in quello strano «condominio» di via Tasso 145. Tre anni fa una proprietaria mette in vendita l'appartamento dell'interno 7, al II piano. L'annuncio, comparso su un giornale di compravendite, fa scattare una piccola gara per non alienare il bene e riunirlo al Museo esistente. In prima fila l'assessorato al Patrimonio del Comune, che cerca di garantire l'acquisto mentre il Ministero dei Beni Culturali - titolare all'epoca Giuliano Urbani - non esercita il diritto di prelazione sull'acquisto. La gara innescata porta a un protocollo d'intesa tra Comune, Regione e Provincia, non senza problemi visto che di mezzo compare anche un'ipoteca gravante sull'immobile (poi a quanto sembra superata). Ma soprattutto ad intralciare intervengono modifiche al testo appartate dalla Regione, gestita in quel momento dalla Giunta Storace. Poi grazie a un concretissimo impegno di bilancio garantito dalla stessa Regione, con la decisione di erogare 300 mila euro come anticipo alla proprietaria, grazie a un emendamento al bilancio proposto e fatto votare dal consigliere Alessio D'Amato, l'operazione acquisto sembra in dirittura d'arrivo. E così Regione, Comune e Provincia firmano un Protocollo. Ed eccoci all'oggi: un mese fa Paolo Orlando; direttore dell'Agenzia del Demanio, spedisce una pepata lettera alla Soprintendenza per i beni architettonici (l'organo del Ministero delegato al Museo) e a Regione, Provincia e Comune. Attenzione, spiega Orlando, la proprietaria «tramite il proprio legale» denuncia un «grave pregiudizio per il ritardo nella procedura d'acquisto» e «invita il Demanio a provvedere immediatamente al pagamento del dovuto». Solo che, aggiunge Orlando, il Protocollo inviato dal Comune è una «copia informale e carente di data»: perciò si invita la Soprintendenza a produrre la «copia autenticata». Inoltre la Provincia non ha ancora messo a disposizione i suoi soldi per l'operazione. Conclusione: vediamoci al più presto. La riunione ancora non c'è stata. «Ci sarà, ci sarà - spiega però il soprintendente Galletti -. Ho intenzione di convocarla quanto prima per vedere che cosa resta da risolvere. A me non risulta però che l'ipoteca sia stata risolta. Nessuno me l'ha comunicato..». E il Protocollo d'intesa? «L'abbiamo già inviato al Demanio - aggiunge Luca Odevaine, del gabinetto del Sindaco -. Firmato e con la data». «Ma forse avrebbe dovuto mandarlo la Regione», precisa Galletti. Sconsolata Elvira Paladini commenta: «Che pasticcio...Quanto tempo dovremo ancora aspettare?». Paolo Brogi pbrogircs.it Uno spazio da acquistare IL MUSEO II Museo della Liberazione, in via Tasso 145, coabita con appartamenti privati: tre anni fa ne viene posto in vendita uno. Il ministero non si muove, il Comune promuove una cordata per acquisirlo. IL PROTOCOLLO Comune, Regione e Provincia firmano un Protocollo per l'acquisto. L'appartamento ha anche un'ipoteca. La Regione inserisce nella finanziaria 300 mila euro per l'appartamento. Vengono versati come caparra. L'APPELLO Poco tempo fa il Demanio lancia un SOS. Il Protocollo è ancora da inviare, la Provincia deve dire come pagherà la sua quota, la Soprintendenza deve coordinare l'acquisto. Altrimenti la caparra è in pericolo.