Nel corso di quest'anno sarà effettuato uno screening particolareggiato per ogni palazzo di proprietà comunale al fine di avere una mappatura Riflettori accesi anche su un'altra soluzione che può essere praticata con il placet della Sovrintendenza: la vendita dell'immobile Palmanova Chiunque vincerà le prossime elezioni si troverà di fronte ad un impegno di grossa portata per un effettivo rilancio della città. Si tratta dell'utilizzo dei beni ricevuti dal demanio che rappresentano un patrimonio di notevole consistenza in quanto possono essere destinati a due investimenti molto remunerativi. Una strada che ha iniziato a percorrere l'amministrazione in carica è quella di cedere una parte di questi edifici in conto lavoro. È il caso dell'operazione che riguarda il restauro dell'ex scuola Mattei e della loggia di piazza Grande che vede come contropartita da dare all'esecutore dell'intervento la proprietà delle fatiscenti abitazioni di via Sagredo. Ma c'è anche un'altra via che può essere praticata ed è quella della vendita pura e semplice dell'immobile. In questo caso, avuto il placet della sovrintendenza, si può trasferire la proprietà ad un investitore privato perché ricavi nuovi alloggi o nuovi spazi per le attività commerciali. Nel corso di quest'anno sarà effettuato uno screening particolareggiato per ogni singolo palazzo di proprietà comunale al fine di definirne l'esatta consistenza, derivazione, vincoli urbanistici, legislativi e culturali. Saranno rivisti quei piani particolareggiati contenenti quegli edifici che, pur liberi, non permettono una loro completa fruizione perché vincolati da destinazioni d'uso troppo restrittive. «Tutto ciò - ha spiegato l'assessore Francesco Donato - agevolerà le possibilità di alienazione e di locazione, operazioni che consentono il reperimento, attraverso la vendita, di risorse finanziarie una tantum o da destinarsi alle spese correnti attraverso gli affitti derivanti dalla fittanze». Un altro aspetto della politica residenziale che non può essere trascurato è quello delle case popolari. L'assessore Ernesto Baldin ha preso in esame questa situazione preoccupandosi dell'elevato numero di famiglie che gli vanno a chiedere un alloggio dell'Ater e alle quali non è possibile per ora venire incontro. «Nell'immediato futuro ha affermato si dovrà affrontare in maniera decisa questo problema e dare risposte soddisfacenti alla sempre più crescente domanda di case da parte delle persone bisognose».