Trieste Tre proposte di legge per la valorizzazione di Aquileia. La seduta della sesta Commissione del Consiglio Regionale, presieduta da Kristian Franzi, ha portato alla luce tre diverse indicazioni sugli strumenti da adottare per il rilancio economico, turistico e culturale ma anche urbanistico e sociale del prestigioso sito archeologico friulano. Maggioranza e opposizione d'accordo sul fatto che da troppo tempo si è parlato, a vuoto, della necessità di dare nuovo slancio ad Aquileia: uno slancio che deve coinvolgere sì il grande patrimonio storico e culturale della zona ma tenendo conto del fatto che c'è una vita quotidiana da non sottovalutare. La proposta di legge numero 137, illustrata ieri dal consigliere diessino Mauro Travanut, indica nella creazione di un'apposita fondazione lo strumento più adatto allo scopo: «L'autonomia di un soggetto di questo tipo è dettata dalla capacità di darsi uno Statuto che, peraltro, è già in fase di studio» ha specificato Travanut. La visione della Lega Nord, indicata nella proposta numero 171, delinea una società consortile per azioni che, secondo Alessandra Guerra, «consente di mettere attorno ad un tavolo più enti con competenze diverse. In questo modo ogni azionista, compreso quindi lo Stato, deve essere presente nelle decisioni secondo il proprio peso ed inoltre è possibile l'apertura ai privati, tenuti a bada dai soci pubblici». La proposta di legge redatta da Forza Italia (n. 166) preconizza invece un parco archeologico che abbia nella Soprintendenza ai beni culturali il proprio punto di riferimento: «Con questo soggetto - secondo il consigliere forzista Giorgio Venier Romano - sarà più semplice introitare finanziamenti sia pubblici che privati». Prima di poter individuare il soggetto più adatto e, nel caso si tratti del parco archeologico, dei luoghi coinvolti, c'è da attendere l'autorizzazione da parte dello Stato, come previsto dalla legge Urbani. Tuttavia il ministero per i Beni Culturali è già stato interpellato in questo senso e si attende una risposta, ha spiegato la reggente per i beni architettonici della Soprintendenza, Franca Masellil Scotti. Aldilà di questo possibile intoppo, per l'assessore regionale Roberto Antonaz «si sta superando l'impasse per un sito archeologico tra i più importanti del mondo. Finalmente si parla di leggi su Aquileia dopo lunghissimo tempo in cui la questione non era mai stata affrontata seriamente. Ora non ci vuole fretta ma è comunque necessario agire nel più breve tempo possibile, cercando di mettere in rete anche altri siti archelogici, essendo questo un tema di primaria importanza in questa regione». Un passaggio, quest'ultimo dell'assessore, che non ha convinto il sindaco di Aquileia Alviano Scarel, secondo cui la legge dovrà occuparsi di Aquileia in tutti i suoi aspetti, non solo quello archeologico: «Il Comune deve vedere supportata la propria azione di pianificazione territoriale - ha spiegato il sindaco - e in questo seno siamo d'accordo con la proposta di Alessandra Guerra che pone il Comune come regia del futuro soggetto che valorizzerà Aquileia. Gli enti tuttavia non devono perdere le proprie prerogative e la struttura che nascerà dovrà grantire una progettualità armonica tra realtà scientifica, economica e sociale dell'area». Va oltre il vicepresidente dell'Anci, Roberto Marin, che non vede di buon occhio l'affidamento a terzi dello sviluppo di Aquileia: «È necessario un progetto di sviluppo che veda il Comune come capofila, così che il sindaco possa rispondere direttamente ai cittadini. Anche se gli obiettivi delle tre proposte di legge sono condivisibili, la competenza a un altro soggetto mi preoccupa».