ROMA Quanto costa il patrimonio ambientale e culturale italiano? Un euro. Tanto chiede il Fai nella XIV Giornata di Primavera, a chi entrerà nei 410 monumenti aperti al pubblico il 25 e 26 marzo. Un euro per diventare "mecenati" delle bellezze del proprio paese. Un contributo che non è il prezzo di un biglietto che il Fai, per tradizione, non stacca. La novità, annunciata ieri dalla Presidente Fai Giulia Maria Mozzoni Crespi, è il risultato dei fondi che scarseggiano, della disattenzione perla cultura dapar-te del mondo dellapolitica che ha fatto sì, come ha notato, che nell'ora e mezzo di dibattito tra Berlusconi e Prodi nessuno si sia ricordato di fare un cenno alla cultura e alle sue necessità. E allora i 6000 volontari del Fai chiedono un contributo inpiùachi quest'anno, come nei tredici anni precedenti, per due giorni potrà godere di bellezze straordinarie, che di solito restano in visibili per l'incuria di chi se ne dovrebbe occupare. La lista dei monumenti, giardini, biblioteche, palazzi, edifici commerciali e industriali, chiese, musei che apriranno le porte solo in questi due fatidici giorni e solo per volontà del Fai è lunghissima. Comprende una quercia vecchia di 5 secoli in un casale del Frusinate e il piccolo museo degli strumenti a fiato di Quarna Sotto in Piemonte. Comprende le biblioteche storiche dell'Emilia Romagna, dalla Malatestiana di Cesena, alla Biblioteca della Rubiconia Accademia dei Filopatridi di Savignano sulRubicone, il cui nucleo iniziale risale al 1651 e che possiede, dietro le sue porte solitamente serrate, codici miniati, incunaboli, cinquecentine e seicentine. Ma ci sono anche il Palazzo delle Finanze, a Roma, voluto da Quintino Sella, e Palazzo Giustiniani, una delle sedi del Senato. Oppure le ville storiche della costa ligure, il Castello Mediceo di Melegnano, costruito nel 1295 da Matteo I Visconti, l'Orologio del Torrazzo di Cremona del 1583, oppure i Laboratori della Scala nelle ex Acciaierie Arnaldo, 20 mila mq in cui si preparano nei dettagli gli allestimenti, i costumi, le scene per le rappresentazioni della Scala. Ma perché la festa di primavera sia qualche cosa di più di una "abbuffata" di visite a luoghi belli ma inaccessibili, quest'anno saranno 7600 studenti delle scuole di tuttìtalia a fare da ciceroni nei 410 siti aperti: un rapporto tra i ragazzi di oggi e le ricchezze del passato per riallacciare i nodi di una consapevolezza di sé che nel nostro paese è sempre sul punto di sfilacciarsi. Perché, come ha ricordato Giulia Maria Crespi, i monumenti antichi non vanno solo restaurati, ma «valorizzati e riportati a nuova vita».