Pompei. Scavi aperti con quattro ore di ritardo. Una forma di protesta che, oltre alla cittadina maria-na, ha riguardato anche le rovine di Ercolano, Stabia, Oplonti e l'Antiquarium nazionale "Uomo e Ambiente" in località Villa Regine a Boscoreale. Il tutto a seguito di una protesta indetta dai lavoratori della Cisl e del sindacato autonomo Flp che hanno incrociato le braccia per manifestare contro il blocco del pagamento dellavoro straordinario svolto dagli addetti alla sorveglianza dal 1988 al 1996. In effetti vi era stato un accordo tra i sindacati e la soprintendenza per la corresponsione delle somme dovute alle maestranze. L'iter per i pagamenti, però, è stato fermato, dopo la presentazione una serie di esposti inviati al Ministero. Alcuni operatori hanno, infatti, avanzato dubbi sulla legittimità di tale accordo. Nelle more della decisione da parte del ministro Rocco Buttiglione e del suo staff, però, il soprintendente Pietro Giovanni Guzzo ha deciso di fermare le biglie, al fine di non creare ulteriori problemi. Inutile dire che l'opzione è stata interpretata come un dietrofront che ha mandato su tutte le furie i sindacati ed lavoratori. Anche oggi la protesta sarà replica: tutti i siti che rientrano nella giurisdizione della Sap apriranno al pubblico alle 10,30. Una battaglia che, come annunciano Aldo Avitabile (Cisl) e Nicola Mascolo (Flp), andrà avanti "fino a quando i lavoratori non avranno i soldi che gli spettano". Nel frattempo il city manager Luigi Crimaco è riuscito ad ottenere un importante risultato: ha convinto le organizzazioni sindacali a congelare il calendario di quaranta assemblee in programma per i prossimi giorni. I vertici di Cisl e Flp hanno attaccato duramente Guzzo per la sua marcia indietro.