L'ex premier diessino incontra Lanza Tomasi: gravi i tagli, ripristineremo il Fondo per gli spettacoli «Ipotesi irragionevole»: Massimo D'Alema non usa le mezze misure per commentare e negare le indiscrezioni relative a un commissariamento del teatro San Carlo. II presidente della Quercia si è interessato del futuro del Massimo parlandone con il sovrintendente Gioacchino Lanza Tomasi che ha incontrato ieri a Napoli. Lo stesso Lanza ha definito «una balla colossale» le voci circolate negli ultimi giorni di un commissariamento del teatro e l'ipotesi è stata negata anche da ambienti di Palazzo San Giacomo. Il San Carlo attraversa un periodo molto delicato legato ai tagli del Fus (fondo unitario spettacolo) che hanno provocato un deficit in bilancio di sei milioni di euro. Da qui le preoccupazioni di Lanza Tomasi che ieri ha parlato con D'Alema della necessità di una «riforma della musica». Il sovrintendente ha spiegato di aver già incontrato nei giorni scorsi Piero Fassino e Romano Prodi per affrontare un progetto che riguardi il settore su scala nazionale. E ieri il presidente dei Ds, incontrandolo, ha ribadito che il ripristino del Fus è fra gli impegni programmatici del centrosinistra. «Pensiamo che già dalla prima semestrale - ha detto D'Alema - si possa restituire una parte delle risorse, perché effettivamente la decisione Dresa dal eoverno Berlusconi soffoca l'attività dello spettacolo italiano, e ha colpito le fondazioni degli enti lirici in modo drammatico». Lanza Tomasi, dal canto suo, difende la gestione del teatro. «Questi tagli - ha spiegato il sovrintendente - si accompagnano anche alla criminalizzazione degli enti che sono accusati di non essere in grado di gestire i fondi. Ma il San Carlo gestisce le sue risorse dieci volte meglio delle amministrazioni pubbliche. Anche se sono il primo a considerare pessime le amministrazioni dei teatri italiani. I miei colleghi sono avvocati, ragionieri, parlano di cose che non conoscono». Di tutt'altro avviso è il centrodestra. Alleanza nazionale sollecita da tempo il commissariamento del San Carlo. «La mia - ha detto Amedeo Laboccetta - è una battaglia per liberare il teatro da una gestione fallimentare. Non è certo una guerra personale nei confronti di Lanza Tornasi, né si può sostenere che la mia è una richiesta legata al momento elettorale. Penso di aver ampiamente dimostrato, con atti, relazioni ed esposti che la lervolino, difendendo per logiche di apparato e di schieramento la gestione Lanza Tomasi, non abbia reso un buon servizio ai San Carlo e quindi alla cultura italiana».
San Carlo, irragionevole il commissariamento
Il presidente della Quercia, Massimo D'Alema, ha incontrato il sovrintendente del teatro San Carlo, Gioacchino Lanza Tomasi, per discutere del futuro del teatro. Lanza Tomasi ha definito una balla colossale le voci circolate di un commissariamento del teatro. Il teatro San Carlo attraversa un periodo delicato legato ai tagli del Fus, che hanno provocato un deficit in bilancio di sei milioni di euro. D'Alema ha ribadito che il ripristino del Fus è fra gli impegni programmatici del centrosinistra. Lanza Tomasi ha difeso la gestione del teatro, affermando che il San Carlo gestisce le sue risorse dieci volte meglio delle amministrazioni pubbliche.
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