«Visti i tanti successi ottenuti, mi sembra giusto che all'Ibam stano concesse ulteriori risorse per poter continuare ad operare mantenendo gli alti standard raggiunti». Questa la richiesta che il sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone, ha espresso in una lettera indirizzata al ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Letizia Moratti e ai vertici del Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche. L'Ibam è l'Istituto per i beni archeologici e monumentali diretto dai professor Francesco D'Andria che, con i suoi laboratori innovativi e le 43 unità lavorative impiegate, opera in maniera dinamica in un territorio che ormai copre tutto il sud Italia. Negli ultimi anni l'Ibam ha operato nel settore del patrimonio archeologico e monumentale secondo metodologie interdisciplinari e con il largo impiego di tecnologie innovative, sia nel settore della diagnostica che in quello del rilevamento, della gestione e del monitoraggio dei beni territoriali. Nella lettera al ministro il sindaco spiega che a Lecce l'Istituto è inserito in un tessuto ben strutturato in cui sono attive la facoltà di Beni Culturali, la scuola di specializzazione in Archeologia, il centro di datazione Cedad, la quarta linea della scuola superiore Isufi dedicata ai beni culturali e che coilabora con il ministero dei Beni Culturali e con le istituzioni militari per la realizzazione di un sistema informatico del patrimonio archeologico-territoriale. «Sotto la guida del professor D'Andria - scrive la Poli Bortone - l'Ibam ha attivato numerose forme di collaborazione con il comune di Lecce nel settore della conservazione dei monumenti del nostro barocco e nella progettazione di un sistema di aree archeologiche che comprende il centro urbano di Lecce e la vicina Rudiae. Auspico che nella fase di riorganizzazione del Cnr, si tenga conto della necessità che l'Ibam possa continuare a svolgere la sua opera a Lecce come in Basilicata e in Sicilia».