CAGLIARI. Per una volta la Sardegna arriva prima, n presidente della Regione, Renato Soni, e l'assessore alla Cultura, Elisabetta Pilia, hanno presentato il disegno di legge della giunta in materia di beni culturali. «E' la prima legge regionale che disciplina questo settore in materia organica», ha detto Soni incontrando i giornalisti in una conferenza stampa. «Abbiamo l'obiettivo - ha proseguito - di tutelare il nostro patrimonio culturale e renderlo fruibile ai sardi ed a chi verrà a visitare la Sardegna». Con questo disegno di legge, nelle intenzioni della giunta, saranno abrogate le diciotto norme che dal 1950 in poi si sono sovrapposte nella regolamentazione della materia. Se la legge sarà approvata dal Consiglio regionale e Soru ha manifestato la volontà di chiedere all'assemblea di via Roma un via libera in tempi rapidi, la Sardegna sarà la prima Regione italiana a concorrere con lo Stato alla tutela del proprio patrimonio culturale, come previsto dal decreto legislativo n. 42 del 2004 (il cosiddetto Codice Urbani). «Oggi la Sardegna ha la competenza esclusiva solo nella tutela dei beni librari. Noi vogliamo essere parte attiva anche nella conservazione dei beni culturali, per questo pensiamo che sia importante la collaborazione con lo Stato per arrivare, in seguito, ad acquisire la competenza primaria», ha detto Soru. Il presidente della Regione ha poi annunciato che tra gli obiettivi della sua amministrazione c'è il completamento dell'opera di catalogazione, iniziata negli anni 90, dei beni librari e culturali della Sardegna: «Fino ad ora - ha spiegato - sono stati catalogati circa quattordicimila reperti sui circa centomila che stimiamo debbano essere catalogati». Tutto questo lavoro di catalogazione sarà reso disponibile su due siti di prossima attivazione: sardegnabiblioteche.it e sardegna-cultura.it. Il piano della giunta prevede, inoltre, il Sistema di identità visiva. Si tratta della creazione di un piano di immagine coordinata che renderà uniforme ed immediatamente riconoscibile tutto il materiale contenente dei riferimenti al nostro patrimonio culturale: dalla segnaletica stradale, alle iniziative promozionali fino alla creazione di un marchio distintivo. Lo stanziamento previsto per il 2006 per i beni culturali sarà di 30 milioni di euro. «E non ricorreremo a risorse aggiuntive», ha precisato il presidente Soru. L'assessore Pilia ha illustrato, inoltre, alcune novità contenute nel disegno di legge che dovrebbero ampliare l'offerta culturale della nostra regione: i parchi archeologici e gli eco-musei. «Con i parchi vogliamo valorizzare il nostro patrimonio archeologico assicurandone la tutela e riorganizzando la fruizione nei vari siti disseminati sul nostro territorio», ha detto la Pilia. «Gli ecomusei - ha proseguito - avranno invece la funzione di valorizzare i saperi locali e le architetture tradizionali». Una prima, positiva, esperienza di ecomuseo è stata fatta a Seulo. La Regione introdurrà, anche, degli standard minimi di qualità per garantire il buon livello dei sevizi legati alla tutela ed alla fruizione dei beni culturali e saranno creati due osservatori regionali: uno per i musei e uno per le biblioteche. Saranno dei comitati scientifici che avranno una funzione consultiva per la predisposizione dei piani della giunta in queste materie, ma svolgeranno anche un'opera di valutazione sull'efficacia dell'uso delle risorse nei loro ambiti di competenza.