Il Consiglio Direttivo della Scuola Normale Superiore nella seduta del 29 aprile si è trovato concorde nel manifestare la più viva preoccupazione per la vicenda dei tagli alle spese, imposti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che hanno colpito, tra l'altro, le istituzioni archivistiche italiane ponendole davanti alla prospettiva di un vero e proprio blocco delle attività loro proprie. «Si tratta di una minaccia è stato detto della cui gravità l'opinione pubblica deve essere informata adeguatamente. Il periodo di una chiusura a breve scadenza dei servizi al pubblico suscita oggi vivo allarme nella comunità internazionale degli studiosi per le inevitabili conseguenze di blocco della ricerca storica e storico-artistica». Questo allarme è condiviso dall'intero Consiglio Direttivo, ove trovano espressione le varie componenti della Scuola Normale, docenti, ricercatori, studenti e personale amministrativo. Questi, davanti alla prospettiva di dover interrompere le loro attività di ricerca, hanno aderito immediatamente agli appelli promossi da più parti negli ultimi giorni. «Ma c'è un problema più generale e più grave di cui è necessario che non solo le autorità del Ministero competente ma il Governo nel suo insieme e tutti coloro che si interessano della cosa pubblica in Italia siano resi consapevoli. Sono in gioco le insostituibili funzioni che la rete degli Archivi e delle Soprintendenze archivistiche svolge nel garantire la tutela, la conservazione e l'arricchimento di uno sterminato deposito di memorie unico al mondo per ricchezza e importanza, che costituisce il fondamento essenziale per la conoscenza della nostra storia. Per queste ragioni il Consiglio Direttivo della Scuola Normale Superiore si è associato al grido di allarme dei responsabili degli Archivi di Stato e delle Soprintendenze archivistiche e auspica da parte del Ministero la pronta correzione di una scelta che giudica profondamente sbagliata.