Il Circova, finanziato con i fondi Pon, si avvale di attrezzature all'avanguardia ed è cofinanziato da Università e Regione Inaugurato ieri al Campus universitario il Centro interdipartimentale POTENZA. Monitorare e proteggere l'ambiente, la qualità della vita, delle acque e del sottosuolo con attrezzature altamente sofisticate. È questo l'obiettivo del Circova, il Centro Interdipartimentale per il Controllo e la Validazione dei Parametri Ambientali, inaugurato ieri a Potenza, nel Campus dell'Università degli Studi della Basilicata. «Un importante centro di ricerca per le problematiche dell'ambiente - ha spiegato il rettore dell'ateneo lucano Francesco Lelj Garolla Di Bard - costituito nel 2005 grazie ad un finanziamento di due milioni e 100 mila euro del Progetto Pon 2000-2006 mirato al potenziamento della dotazione di attrezzature scientifico - tecnologiche e cofinanziato per 400 mila euro dalla Regione Basilicata e dallo stesso ateneo lucano». Il Centro, presentato nel corso di una intensa giornata di studio, è costituito da tre principali Laboratori di area cui afferiscono numerosi e differenziati sistemi di elaborazione e analisi dati: laboratorio di monitoraggio per il controllo delle dinamiche ambientali; laboratorio per l'acquisizione e l'elaborazione di dati geo-ambientali; laboratorio per il controllo chimico dei parametri ambientali. «L'obiettivo del Circova - ha spiegato il rettore - è quello di avere una visione integrata dell'ambiente, sia dal punto di vista naturale che da quello antropico. Per questo - ha aggiunto metteremo a disposizione del territorio l'opportunità da un lato di poter monitorare l'ambiente con strutture altamente tecnologiche e dall'altro di stimolare l'attività di ricerca , cercando di mettere a punto nuovi sistemi di analisi». Un Centro che nasce in Università e guarda alla ricerca, ma anche alle sue applicazioni in un'ottica di rete con particolare attenzione al monitoraggio ambientale, tema particolarmente caro alla Regione Basilicata che ha voluto essere partner nel progetto dell'Università. «Siamo state tra le prime regioni italiane, primi al centro-sud - ha detto il presidente Vito De Filippo - ad istituire con legge nel 1997 l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Basilicata (l'Arpab) che fa parte del comitato scientifico del Circova. Da allora - ha ribadito il governatore - è iniziata una nuova epoca dei controlli ambientali». Tra le principali attività, basta ricordare l'impegno per il monitoraggio della Val d'Agri, a partire dagli anni '90, e cioè da quando sono iniziate le attività estrattive, per salvaguardare le ricchezze ambientali di quest'area con un'eccezionale riserva energetica di valore strategico per il Paese. Ma De Filippo, ha ricordato anche il monitoraggio del Melfese nella zona industriale di San Nicola di Melfi, le attività di controllo del livello di inquinamento da benzene nei principali centri abitati della regione. «L'interesse scientifico strategico del progetto - ha spiegato il direttore del Circova, Carlo Cesare Bonini - è teso alla integrazione delle reti di misura con strumentazioni operanti in situ ed in remote sensing, con tecniche di rilevamento continuo o di campionamento saltuario, combinando insieme diverse metodiche chimico-fisiche, ecotossicologiche e di biomonitoragio al fine di valutare non solo le concentrazioni degli inquinanti ma anche il loro impatto sulle coltivazioni, sulle risorse idriche, sulle aree protette, sui beni ambientali e culturali». Le attività del Centro, che si avvale di apparecchiature all'avanguardia, si rivolgono sia alla ricerca scientifica rivolta ai ricercatori dell'ateneo lucano e degli altri enti di ricerca del territorio sia ad attività di servizio e monitoraggio in collaborazione con enti locali, agenzie per l'ambiente, aziende sanitarie.