Quello che segue è l'intervento per dichiarazione di voto dell'on.Fabrizio Vigni durante la discussione sulla proroga del condono edilizio approvata ieri dalla Camera. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, come tutto il centrosinistra, esprimeremo un voto contrario sul provvedimento in esame, non soltanto perché siamo stati contrari sin dall'inizio all'ipotesi di un condono edilizio, ma perché la proroga dei termini dello stesso equivale, per il Governo, all'ammissione di un fallimento; per il paese, poi, il protrarsi dei termini del condono equivale al protrarsi dei danni arrecati all'ambiente e alla legalità. Si tratta di un fallimento per il Governo perché delle entrate previste - 3 miliardi e 800 milioni di euro della manovra di bilancio - ad oggi ne sono giunte nelle casse dello Stato all'incirca il 10 per cento (queste sono le stime)! Ci rammarichiamo del fatto che il Governo, in particolare il ministro Tremonti, non abbiano voluto rispondere in questa sede ai nostri interrogativi su quante siano state effettivamente le domande presentate ad oggi e quante le risorse incassate. Evidentemente, vi è reticenza da parte del Governo, anche perché si vuole nascondere l'ennesimo «buco» che l'azione del centrodestra sta creando nel bilancio dello Stato. La vostra risposta è stata quella di attribuire le colpe all'incertezza, nell'attesa della sentenza della Corte costituzionale: non è cosi! Questa può essere una delle ragioni del basso gettito, ma in realtà i conti non tornavano sin dall'inizio, perché, anche in occasione dei precedenti condoni, nel 1985 e nel 1994, le entrate furono molto più basse rispetto a quelle previste. Gli stessi tecnici del Servizio bilancio della Camera avevano segnalato l'inattendibilità delle previsioni finanziarie. Insieme al fallimento finanziario, vi sono purtroppo i danni pesantissimi che il condono ha già arrecato all'ambiente e alla legalità. Al primo, perché i soli annunci del condono hanno scatenato da tempo una nuova pesante ondata di abusivismo. I dati li abbiamo ricordati già e sono impressionanti: dal 2002 si è invertito un trend virtuoso, che aveva portato ad una riduzione del numero delle costruzioni abusive. Vi è un nuovo impressionante aumento del 41 per cento tra il 2001 ed il 2003. Solo nel 2003 vi sono state 40 mila nuove costruzioni illegali: non si tratta di piccoli abusi, ma di grandi abusi che, messi insieme, fanno una vera e propria nuova città illegale. Potremmo chiamarla «Berlusconia», in omaggio a chi l'ha voluta e l'ha favorita: non è una delle città invisibili di Italo Calvino, ma una città di cemento e mattoni reali che sfregiano coste e parti pregiate del nostro paese. Si tratta della sanatoria più pesante che l'Italia abbia avuto: mai prima si erano condonati abusi anche in aree protette ed a vincolo paesaggistico; mai prima d'ora si erano condonati abusi su aree demaniali. Tuttavia, il danno peggiore che si sta provocando è quello alla cultura della legalità e dell'etica pubblica, alla coscienza dei diritti e dei doveri di una comunità. È un vero e proprio veleno che si sparge sotto la pelle del paese e lo rende peggiore. La civiltà di un paese non si costruisce solo con le buone leggi - e voi ne state facendo di cattive -, ma con i comportamenti dei cittadini, con la cultura che si stratifica nel tempo, con l'etica pubblica che si contribuisce a costruire. Con le leggi ed i messaggi devastanti che state dando agli italiani voi state rendendo peggiore il paese. Noi abbiamo contrastato il condono edilizio e ad esso abbiamo contrapposto le nostre proposte per una corretta pianificazione del territorio, per un'efficace repressione e prevenzione dell'abusivismo, per un incentivo all'edilizia di qualità e all'edilizia legale. Per tali ragioni, non solo ribadiamo il nostro voto contrario alla proroga dei termini del condono edilizio, ma confermiamo un messaggio semplice e forte: quando il centrosinistra tornerà a governare l'Italia, finirà la stagione dei condoni. Il nostro messaggio è: mai più condoni. [Fabrizio Vigni]