Visita in anteprima al cantiere, ora a un terzo del cammino Un paziente restauro architettonico, prima dei nuovi capolavori E' una grande e paziente operazione di restauro architettonico in corso, "giocata" soprattutto sul recupero che sarà visibile a tutti del segno del Palladio e sulla creazione di una nuova spazialità espositiva, quella che si percepisce, per ora, visitando in anteprima, a circa un terzo del suo cammino, il cantiere delle Grandi Gallerie dell'Accademia, accompagnati dalla padrona di casa, il sovrintendente del polo museale veneziano Giovanna Nepi Scirè e dall'architetto Renata Codello della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici di Venezia, che è l'artefice prima del progetto di recupero e ampliamento a fini museali dell'ex Scuola della Carità, lasciata libera dall'Accademia di Belle Arti. I tempi di cantiere sono solo in leggero ritardo sulla tabella di marcia, con l'inaugurazione delle Grandi Gallerie che resta comunque prevista per i primi mesi del 2008, sulla base di una spesa di circa 23 milioni di euro. «Ma questa non è la Fenice rifatta spiega con determinazione l'architetto Codello è un restauro legato a una trasformazione museale, che richiede cura e rispetto assoluti degli ambienti, senza l'ossessione dei tempi, anche se già in sede di progetto abbiamo già previsto sino al dettaglio tutte le metodologie di intervento possibili e più funzionali, per ridurre al minimo gli imprevisti. Qui sta nascendo quello che sarà il più bel museo di Venezia, integrando perfettamente architettura e pittura». Un museo che, per adesso, bisogna saper immaginare nelle sale ancora "nude", studiando prima di vederle le tavole progettuali con qualche perplessità per i nuovi pavimenti grigi, così concepiti dai progettisti per essere neutri rispetto ai colori dei dipinti e la suggestiva elaborazione al computer del complesso della Carità, chiuso in sé stesso, come una fortezza medievale. «Attualmente le Gallerie ha ricordato il sovrintendente Nepi Scirè possiedono circa 2500 opere tra dipinti e sculture, ma possono esporne solo 332, più le 80 della Quadreria. Con l'ampliamento le opere esposte potranno arrivare almeno a 650, con nuovi capolavori in mostra dal Trecento e all'Ottocento e in particolare una nuova, straordinaria sezione dedicata al Seicento». In arrivo, tra l'altro due grandi e spettacolari teleri di Sebastiano Ricci, mentre le nuove Gallerie dell'Accademia si spingeranno sino all'Ottocento veneto, con opere importanti di Hayez, Caffi, Favretto in arrivo, insieme alle tele di Tiziano, di Veronese, di Carpaccio, di Tiepolo, di Tintoretto (ma l'elenco dei capolavori è assai più lungo), che ancora giacciono "invisibili" nei depositi. La stima dei flussi di visitatori prevede un aumento del 40 per cento degli attuali 400 mila visitatori annuali. Troveranno una nuova caffetteria di fronte al cortile palladiano su cui insiste la splendida facciata realizzata alla metà del Cinquecento dal grande architetto rinascimentale e che per ora è ancora un grande sterrato, dove gli operai della Sacaim stanno interrando a tre metri di profondità i sottoservizi e gli impianti tecnologici. «Il pubblico potrà entrare gratuitamente ricorda la dottoressa Nepi per ammirare il cortile e la facciata del Palladio, oggi precluse alla vista». Il nuovo percorso di visita si avvierà ancora dall'ingresso principale nella sala al piano terra e, superata la bussola di Carlo Scarpa, si accederà al museo. Il chiostro di circa mille metri quadri che sorge nel complesso della Carità di cui per ora in cantiere si ammira solo la struttura muraria sarà utilizzato per mostre temporanee e conferenze. «Abbiamo già in programma qui per il 2008 ha spiegato il sovrintendente una mostra sul Tiziano tardo, in collaborazione con il Kunsthistorische Museum di Vienna e quindi una di disegni palladiani». Dallo spazio guadagnato con l'abbattimento della parete che separa l'ingresso dall'ex aula magna, si procederà attraverso l'ala nuovissima e il corpo doppio sottostante i saloni gemelli del Lazzari, che hanno già riacquistato, liberi da superfetazioni, la loro esaltante spa-zialità, segnati da maestose colonne ottagonali di mattoni. Segue il corpo palladiano con varie sale espositive dedicate al Settecento e il corridoio che sarà ancora destinato alla gipsoteca. Saranno quindi visibili il tablinum e la famosa scala ovata palladiana, alla quale i visitatori potranno però solo affacciarsi. Il percorso, dopo aver raggiunto gli ascensori e la nuova doppia scala ideati da Tobia Scarpa, salirà al piano superiore, dove tutto resterà com'è allestimenti di Carlo Scarpa compresi con il solo rifacimento degli intonaci.
Grandi Gallerie in marcia sulle tracce del Palladio
Il cantiere delle Grandi Gallerie dell'Accademia di Venezia è in corso e si trova a un terzo del cammino. Il progetto di recupero e ampliamento a fini museali dell'ex Scuola della Carità, lasciata libera dall'Accademia di Belle Arti, richiede cura e rispetto assoluti degli ambienti. L'inaugurazione delle Grandi Gallerie è prevista per i primi mesi del 2008, con una spesa di circa 23 milioni di euro. Il museo sarà integrato perfettamente architettura e pittura, con opere esposte che raggiungeranno almeno 650, tra dipinti e sculture.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo