La Domanda Paolo Giansiracusa, Accademia di Belle Arti, Catania A Siracusa, la Galleria regionale di Palazzo Bellomo è chiusa da oltre un anno, e le sue opere segregate. Quelle che non sono chiuse a chiave, invece, hanno sempre pronti i bagagli. Il "Seppellimento di Santa Lucia" di Caravaggio, dopo una mostra al museo di Capodimonte a Napoli, è partito per Torino; poi a Roma, all'Istituto Centrale del restauro, per alcuni controlli; quindi, a Milano, esposto con un altro capolavoro siciliano del Merisi, "La Resurrezione di Lazzaro". In viaggio, prima a New York e presto a Roma, pure "L'Anminziata" di Antonello da Messina, seguita forse anche dalla "Annunciazione" di Siracusa. E' questa una politica culturale? I cittadini dovrebbero costituirsi parte civile; chiedo risposte concrete al Presidente della Regione. La Risposta Forse è vero: troppe le mostre, e troppi i capolavori di continuo in viaggio (il che, alle opere, fa spesso male). A Milano, ci furono polemiche: la "Santa Lucia", prima negata perché in restauro, arrivò in mostra proprio per ordine del suo proprietario, la Regione Sicilia; mentre Brera, invece, negò la "Cena in Emmaus". Diverso il discorso per le tavole di Antonello: quella di Roma, sarà la massima rassegna mai organizzata, e trovo non solo opportuno, ma doveroso, che le opere siciliane siano in mostra. Chi detiene i dipinti, dovrebbe sempre scegliere tra occasioni buone (cioè valide sotto il profilo scientifico) e le "passerelle", più o meno inutili. In tal caso, qualche "no" davvero non stonerebbe.