Trascorso quasi un anno dall'approvazione della legge regionale 52004, il Fondo chiuso attraverso il quale la Regione Veneto puntava a valorizzare il proprio patrimonio immobiliare rimane una previsione contenuta in un testo normativo. La legge stabilisce che entro 60 giorni dall'entrata in vigore della stessa (la pubblicazione sul Bur è datata 2 marzo 2004) la Giunta avrebbe dovuto emanare un bando per rendere operative le disposizioni. Ovvero di conferire incarichi per inventariare il patrimonio, procedere alla stima e perizia dello stesso; definire le modalità di trasferimento dei beni al fondo o a una società di gestione. Ma a oggi del bando non c'è traccia. Di questo avrebbe dovuto occuparsene, su incarico della Giunta, il dipartimento Demanio e patrimonio. Intanto, per quanto riguarda la società di gestione che Veneto Sviluppo dovrebbe scegliere o costituire, alcune indiscrezioni conducono a Serenissima Sgr. Su questa ipotesi, anche se da confermare, arriva la critica di Ance Veneto. Patrimoni immobiliari - Manca il bando per il conferimento incarichi - Ipotesi Serenissima Sgr per la gestione Fondo chiuso di nome e di fatto A un anno dall'approvazione della legge 52004 la Regione non ha ancora inventariato i beni con cui fare cassa - Ance Veneto: Non abbiamo mai creduto nell'applicabilità del progetto Gian Luca Spitella Doveva valorizzare gli immobili del Veneto. Portava la bandiera del primo Fondo immobiliare pubblico d'Italia. Voleva migliorare la gestione del patrimonio regionale e promuovere la costituzione di un fondo comune di investimento immobiliare chiuso. Invece, a quasi un anno di distanza dall'approvazione della legge regionale numero 5 del 27 febbraio 2004, e a quasi quattro anni dal primo progetto di legge (1942001), della "Valorizzazione dei beni immobili della Regione Veneto e utilizzazione delle risorse mediante cartolarizzazione" - questo è il titolo del provvedimento - neanche l'ombra. Non solo non si è arrivati alla costituzione del fondo immobiliare, ma non si è portata avanti nemmeno la prima fase, che prevedeva l'inventario del patrimonio immobiliare in tutta la regione (si veda Il Sole 24-Ore NordEst del 20 febbraio 2004). Successivamente si sarebbe dovuta effettuare la stima del valore del patrimonio, la creazione del vero e proprio Fondo immobiliare pubblico, la creazione della Sgr (Società gestione risparmio), il conferimento degli immobili alla Sgr e infine la vendita delle quote del Fondo attraverso l'emissione di obbligazioni convertibili in quote di Fondo. Le responsabilità sulle cause del ritardo rimbalzano. Dal punto di vista meramente operativo, sarebbe dovuto essere il dipartimento Demanio e patrimonio della Regione Veneto - su incarico della Giunta regionale - a occuparsi della redazione del bando. In effetti, nell'articolo 2 del testo normativo, si legge: Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale provvede a emanare un bando per il conferimento del seguente incarico. Si parla di: a) inventariare tutto il patrimonio immobiliare della Regione del Veneto; b) procedere alla stima e redazione della relativa perizia dei beni; c) svolgere tutte le attività propedeutiche e strumentali alla strutturazione e al completamento dell'operazione, inclusa la definizione delle modalità di trasferimento dei beni immobili al fondo oppure alla società veicolo; d) definire e strutturare la più efficiente strategia di finanziamento dell'acquisto degli immobili da parte della società veicolo o del fondo e le modalità di vendita e valorizzazione degli immobili che la società o il fondo dovrà perseguire in modo da massimizzare i proventi. Ma a oggi (la legge è stata pubblicata sul Bur n. 24 del 2 marzo 2004) del bando non c'è alcuna traccia. Il primo firmatario della legge, Tiziano Zigiotto, ammette: É la prima volta che il dipartimento Demanio e patrimonio si trova a fare un bando simile, in effetti non è il loro mestiere. Nonostante questo però, qualche cosa si muove, ma sul fronte finanziario. Secondo indiscrezioni da confermare, infatti, Veneto Sviluppo - la finanziaria della Regione che aveva il compito di costituire o scegliere una Sgr con lo scopo di promuovere e costituire il fondo o di avviare una società veicolo - avrebbe già individuato la possibile società di gestione. Si tratta di Serenissima Sgr, società di gestione del risparmio autorizzata nel dicembre scorso da Bankitalia, per operare sul mercato dei fondi immobiliari. Serenissima Sgr (una delle tante società della holding, insieme anche a Serenissima Real Estate) è controllata dalla concessionaria Autostrada Brescia-Padova (80,44) con Banco Popolare di Verona, Mediolanum, Gruppo SanPaolo, Banca Popolare di Vicenza (ciascuna con il 4,89). La stessa Serenissima Sgr ha dichiarato in quell'occasione, che invierà a Bankitalia il regolamento del primo di una serie di fondi legati a iniziative immobiliari a carattere commerciale, infrastrutturale, logistico e ha annunciato che entro il 2005 provvederà al lancio di un secondo fondo immobiliare "con un profilo più frizzante". Difficile pensare che si tratti del Fondo della Regione, visto che sono di fatto saltate tutte le fasi preliminari, ma il fatto che circoli già il nome di Serenissima Sgr, appare strano anche all'Associazione nazionale costruttori edili del Veneto. Associazione che dice di non aver mai creduto all'applicabilità della legge, visto il ruolo previsto per Veneto Sviluppo, che non ha alcuna competenza in materia immobiliare e di cartolarizzazioni. Il problema viene sollevato sulla trasparenza: Serenissima gode già di molti privilegi dovuti a situazioni di fatto monopolistiche - dichiarano all'Ance Veneto - sarebbe il colmo se fosse scelta senza una procedura trasparente e aperta a tutti. La cartolarizzazione degli immobili, nonostante lo stesso Zigiotto avesse inizialmente dichiarato che la prima emissione sarebbe avvenuta all'inizio del 2005, appare davvero lontana. In Regione ormai si parlerà di bilancio fino al 16 febbraio e il 17 febbraio il Consiglio veneto cesserà praticamente la propria attività: Senz'altro procederemo alla cartolarizzazione con la prossima legislatura, tanto ci saremo ancora noi - afferma sicuro Zigiotto, con piglio da campagna elettorale - La legge non ha incontrato ostruzionismi in fase di approvazione e tutte le discussioni che si dovevano fare, sono state fatte. Avremmo dovuto avere il censimento completo almeno sei mesi fa e così non è stato, ma appena avremo quel documento, le cose saranno rapidissime. Mattone sulla carta Cosa prevede la legge 52004 "Valorizzazione dei beni immobili della Regione Veneto e utilizzazione delle risorse mediante cartolarizzazione" Il fondo. La legge regionale 52004 ("Valorizzazione dei beni immobili della Regione Veneto (in foto, il capoluogo regionale) e utilizzazione delle risorse mediante cartolarizzazione") prevede l'istituzione di un fondo immobiliare chiuso in cui la Regione farebbe confluire il proprio patrimonio I tempi. La legge, pubblicata sul Bur del 2 marzo 2004, prevede che entro 60 giorni dall'entrata in vigore la Giunta avrebbe dovuto emanare un bando per il conferimento degli incarichi di censimento e stima del patrimonio. A oggi il bando non è stato ancora redatto. Difficile che ciò avvenga entro fine legislatura
il Sole 24 Ore
4 Febbraio 2005
Veneto. Immobili regionali - Cartolarizzazioni, fondo chiuso in tutti i sensi
GI
Gianluca Spitella
il Sole 24 Ore
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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