I ricavi dell'ultima operazione sfiorano i 5 miliardi, l'83,3 dei crediti ceduti MILANO - Ricavi netti record per Inps-6. L'ultima operazione di cartolarizzazione ha fruttato all'Istituto di previdenza l'83,3 dell'importo dei crediti contributivi ceduti, vale a dire quasi 5 miliardi di euro. Si tratta del miglior risultato di tutti i tempi: in precedenza l'operazione con i ritorni più corposi era stata la terza, nel 2002, con un rapporto ricavicessioni del 51,3, contro una media per le sei securitization ora attestata al 23,16 per cento. I numeri dell'operazione. Anche in valore assoluto Inps-6 rappresenta il miglior risultato di sempre: con i suoi 4.998 milioni di euro ha distanziato persino la prima cartolarizzazione, quella di fine 1999, quando a fronte della cessione di ben 48,5 miliardi i ricavi netti erano arrivati appena a 4.136 milioni. In linea con il passato invece i costi sostenuti, a eccezione della spesa per la commissione annuale per il monitoraggio (scesa da 75mila a 30mila euro). Per Inps-6 i crediti ceduti (cioè contributi sociali scaduti, interessi e sanzioni) ammontavano a 6 miliardi e provenivano da aziende, lavoratori autonomi e agricoli: inizialmente si era pensato a un portafoglio di 2,9 miliardi, che in seguito è stato raddoppiato e collocato rapidamente nonostante il periodo denso di emissioni grazie alla grande notorietà dell'emittente. «Il successo dell'ultima operazione è legato al fatto che col tempo il "prodotto cartolarizzazione" ha dimostrato di essere sempre più affidabile», spiega Luigi Ziccheddu, direttore centrale entrate Inps. «E non è una questione di rating, visto che già con la prima operazione avevamo ottenuto la tripla A. A mio avviso è stato apprezzato il fatto di aver anticipato l'attività del concessionario con procedure di avviso bonario, cioè con lettere in cui sollecitiamo i debitori a pagare prima che arrivi la cartella esattoriale». Gli ottimi risultati dell'ultima operazione, insomma, secondo l'Istituto di previdenza sono legati al sempre più oliato meccanismo degli avvisi bonari, «con i quali sono stati incassati i due terzi dei crediti ancora prima dell'iscrizione a ruolo». Il sistema, che è a regime da un paio d'anni, dovrebbe garantire buoni risultati anche per le prossime cartolarizzazioni. In complesso l'era delle securitization Inps, inaugurata più di cinque anni fa dall'allora ministro del Tesoro Vincenzo Visco, ha portato nelle casse dell'Istituto più di 19,6 miliardi di euro, pari al 23,16 dei quasi 85 miliardi di importo originario dei crediti ceduti. L'impatto sui conti. Il successo della sesta cartolarizzazione riporta il sereno sul preconsuntivo 2005, che sul fronte riscossioni non navigava in buone acque. La gestione di cassa al 31 dicembre 2005, infatti, alla voce «totale riscossioni correnti» mostra numeri inferiori di oltre 1,2 miliardi di euro al preventivo. L'Inps, in pratica, ha incassato 101 miliardi anziché i 102,2 preventivati: colpa di risultati peggiori del previsto per la contribuzione delle aziende (80,68 miliardi di saldi attivi dei Dm10 anziché gli 80,9 miliardi del bilancio di previsione), degli agricoli (1,16 miliardi al posto di 1,61), dei commercianti (5,37 miliardi anziché 5,58) e dei lavoratori parasubordinati (4,19 miliardi e non 4,47, come riportato nel preventivo). A salvare i conti, ancora una volta, sono state le cartolarizzazioni: i 3 miliardi iscritti a preventivo, infatti, sono diventati, grazie al successo di Inps-6, quasi 4,99 miliardi: un risultato che ha ripianato il "buco" delle riscossioni correnti portando il totale della voce "riscossioni dalla produzione" a 105,99 miliardi, anziché i 105,21 previsti dalla seconda nota di variazione.
I CONTI DELLA PREVIDENZA Inps 6, la cartolarizzazione più ricca
L'ultima operazione di cartolarizzazione dell'Istituto di previdenza sociale (Inps) ha fruttato ricavi netti di 4.998 milioni di euro, l'83,3% dei crediti ceduti, con un totale di 5 miliardi di euro. Questo è il miglior risultato di sempre per l'Inps. I crediti ceduti provenivano da aziende, lavoratori autonomi e agricoli, e sono stati collocati rapidamente nonostante il periodo denso di emissioni. Il successo dell'operazione è legato al meccanismo degli avvisi bonari, che hanno incassato i due terzi dei crediti ancora prima dell'iscrizione a ruolo. L'era delle securitazione dell'Inps ha portato nelle casse oltre 19 miliardi di euro.
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