INIEZIONI e catene hanno salvato la volta di Traiano. Salendo sui ponteggi di restauro dei Mercati traianei si scopre che la pulitura ha rivelato un'inedita superficie terrena, calda e porosa (come la malta, i mattoni e il tufo giallo di cui è fatta). Ma celestiale per la potenza delle forme e la leggerezza della struttura. È la volta dell'aula maggiore, aperta su via Quattro novembre. Ben 2800 tonnellate di conglomerato, sospese dall'ardita sequenza di sei crociere. E invisibili dal 2002, quando fu steso un telo per trattenere il materiale che veniva giù dalla magnifica struttura muraria risalente al primo decennio del II secolo d. C, partorita probabilmente dal genio di Apollodoro di Damasco, l'architetto dell'imperatore Traiano. «Il corpo della volta era percorso da decine di micro e macro fessure, che abbiamo scoperto andando a togliere l'arriccio steso negli anni Trenta sulla superficie originaria. Ma ora l'abbiamo consolidata, attraverso 260 iniezioni e 400 chili di calce idraulica». A raccontare il salvataggio è Lucrezia Ungaro. Oggi alle 16.30, all'Istituto nazionale di studi romani che è tornato a promuovere cultura sulla città eterna dalla magnifica sede sull'Aventino (piazza Cavalieri di Malta 2) , la responsabile del complesso e dei lavori parlerà dei restauri e delle scoperte archeologiche, accompagnata dal professor Giorgio Croci, l'ingegnere strutturista che ha indagato la statica dell'edificio. Consolidata grazie ai restauri promossi dalla sovrintendenza ai Beni culturali e dall'assessorato alla Cultura del Comune (la spesa per il primo lotto è di 1.250.000 euro), la volta è stata dotata di nuove "catene" in acciaio che hanno rinsaldato la struttura: «Si tratta del primo monumento antico di Roma adeguato alle nuove normative antisismiche», spiegano i responsabili dei lavori. Ci sono da prevenire i danni che provocarono i terremoti del 1349 e del 1703. E da sanare i guasti provocati dalla trasformazione dell'aula pensata per le alte funzioni amministrative del sottostanteForo di Traiano in convento femminile nel Seicento; ma anche da rimediare ai problemi creati dal ripristino del secolo scorso che ha "aperto" l'aula sui fianchi e sulle testate, facendo così entrare le polveri nere rimosse ora dal restauro. «A conclusione dei lavori, nel 2007, reinstalleremo le vetrate protettive annuncia Lucrezia Ungaro mentre la terrazza sopra la volta potrebbe tornare a essere il magnifico belvedere su Roma antica del nuovo Museo dei Fori imperiali». Oggi la studiosa annuncerà anche una scoperta. La copertura di alcuni ambienti di un altro corpo dei Mercati: coppi e tegole direttamente poggiate sull'estradosso delle volte, ad esempio quella splendidamente dipinta alla fine del XVI secolo da frescanti che "miniarono" la pittura romana antica.