VERSO LE ELEZIONI «Capisco l'imbarazzo di Mauro Pili, non può certo parlare del mancato rispetto degli impegni verso la Sardegna» «I Ds farebbero bene ad ascoltare i 20mila disoccupati in più provocati dalla giunta regionale in un anno e mezzo» Calvisi replica a Forza Italia: «Il referendum? Un trucco per tacere sui danni del governo Berlusconi» CAGLIARI. Giulio Calvisi lo anticipò a ottobre, quando Beppe Pisanu riunì tutte le correnti di Forza Italia per predisporre la campagna elettorale parlamentare e preparare - così rivelò lo stesso ministro dell'Interno - la rivincita nei confronti del Centrosinistra alle Regionali del 2009. «Non potendo portare risultati positivi neanche per la Sardegna, faranno di tutto - disse il segretario regionale dei Ds - per non parlare del governo Berlusconi». I fatti gli hanno dato ragione? Ieri Calvisi ha di nuovo preso posizione per «smascherare» la proposta lanciata domenica dal capolista sardo di Forza Italia, Mauro Pili: quella sul referendum contro la legge salvacoste e contro il Piano paesaggistico regionale. E' la conferma che Pili, come Pisanu, cerca di spostare sulla Regione il confronto politico-elettorale. Il segretario della Quercia, però, ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di cadere nel doppio «tranello». Il primo sarebbe appunto quello di parlare d'altro anziché del «fallimento del governo Berlusconi». Il secondo tranello sarebbe quello di dimostrare di avere paura di discutere dell'operato della giunta di Renato Soru. La replica dei Ds. Letti i giornali di primo mattino, Calvisi ha rilasciato subito una dichiarazione: «Premesso che il Centrosinistra non ha nessun problema a confrontarsi sulle politiche urbanistiche in Sardegna portate avanti dalla giunta e dalla maggioranza regionale, tuttavia la proposta avanzata da Mauro Pili di sottoporre a referendum il Piano paesaggistico e le norme urbanistiche la dicono lunga su come il Centrodestra sardo vuole impostare la propria campagna elettorale per le imminenti elezioni politiche». Il segretario diessino ha quindi spiegato che dirigenti e candidati della Cdl vogliono «parlare di tutto meno che di quello che ha fatto il governo Barlusconi in cinque anni per l'Italia e per la Sardegna». E ha aggiunto: «Li capisco bene. Berlusconi ha reso le famiglie più povere, ha morticato il sistema industriale, ha fatto diminuire l'occupazione, ha tagliato i trasferimenti ai Comuni, ha reso questo Paese più debole e più povero. Per la Sardegna ha fatto meno di zero». Giulio Calvisi ha quindi rilanciato la sda, invertendo però le parti: «Il Centrosinistra - ha concluso - non ha nessun problema a confrontarsi in questa campagna elettorale non solo sulla Regione ma anche con l'attività di governo portata avanti nelle Province dove sta amministrando positivamente, ma avvertiamo Pili e tutti gli altri esponenti del Centrodestra: il trucchetto di spostare il dibattito sulle politiche regionali per nascondere le nefandezze del bilancio del governo Berlusconi non funzionerà». L'ex presidente. Mauro Pili non si è però dato per vinto. Puntando a cavalcare il dissenso degli amministratori locali e del settore dell'edilizia, ha controreplicato a Calvisi: «I Ds farebbero meglio a occuparsi dei ventimila disoccupati in più creati da Soru in appena un anno e mezzo, della crescente emergenza sociale causata dalla per la politica della politica della giunta regionale, dell'allarme delle forze produttive per la brusca frenata imposta all'economia isolana ». L'ex presidente della Regione ha quindi concluso: «Se vogliono discutere d'altro, ad esempio dei no global a Milano, facciano pure, ma avvertiamo che per noi ci sono interessi assolutamente prioritari, come i problemi veri della Sardegna, che evidentemente sfuggono al segretario dei Ds, il quale, come altri esponenti del Centrosinistra, non ha forse ancora percepito, o fa finta di non percepire, quello che sta succedendo in Sardegna». Progetto Sardegna. Il tentativo di Forza Italia e la delicatezza del problema (il controverso dibattito tra vincoli e sviluppo) hanno suggerito una presa di posizione anche al movimento fondato da Renato Soru, movimento che è presente nella campagna elettorale avendo candidati alla Camera nella lista dell'Ulivo. «La verità - ha detto il capogruppo di PS in consiglio regionale, Chicco Porcu - è che Pili è un maestro delle trovate ad eetto prive di sostanza». Infatti «ha lanciato una crociata contro il Piano Paesaggistico regionale non ancora adottato proponendo un referendum su un atto che ancora non c'è». Porcu ha anche criticato la proposta lanciata da Pili per riformare «una legge dello Stato voluta dal Centrodestra: il "codice Urbani" che assegna alla Regione il compito di redigere e approvare il Piano Paesaggistico». Il Piano, ha chiarito, «è nel bel mezzo del suo iter di discussione e approfondimento, un documento ancora aperto e in evoluzione, che poi andrà valutato anche alla luce della nuova legge urbanistica che il consiglio regionale non ha ancora discusso». Riferendosi anche al referendum contro la legge salvacoste annunciato da Pili, Porcu ha affermato che «l'esponente di Forza Italia dimentica che, in più occasioni, sia il Tar sia il Consiglio di Stato hanno rigettato i ricorsi a questa legge che erano stati presentati da alcuni Comuni e dal governo Berlusconi». Il capogruppo di Progetto Sardegna ha concluso aermando che «le sentenze hanno ribadito la legittimità della legge e soprattutto le competenze della Regione alla predisposizione del piano paesaggistico e all'esercizio di un governo organico del territorio». Forza Italia. In soccorso di Pili si è subito schierato il coordinamento degli azzurri. Piergiorgio Massidda e il suo vice Giovanni Marras hanno detto che «il referendum è l'atto democratico per eccellenza perché coinvolge i cittadini» e che «questa è una necessità più che mai avvertita oggi in Sardegna che con la giunta Soru sta conoscendo una fase buia sul terreno del confronto e del dialogo». Dopo aver definito «eccellente» l'idea di Pili, gli esponenti forzisti hanno detto che «non è un'iniziativa estemporanea ma è coerente con la posizione assunta in consiglio regionale sin dalle prime fasi del dibattito sulla legge salvacoste». Ed è «soprattutto frutto delle grida di dolore delle amministrazioni locali di Centrodestra, ma anche di quelle di Centrosinistra, compresi i grandi Comuni ». Pertanto «ci sorprende che Calvisi manifesti tanta paura per uno strumento di partecipazione democratica come il referendum». Massidda e Marras hanno quindi detto: «Se poi vogliamo parlare di ciò che ha fatto il governo Berlusconi noi non attendiamo altro, purché sia un confronto sui dati e non sugli slogan». E hanno concluso: «A Calvisi chiediamo come mai il numero dei disoccupati è diminuito in tutta Italia, mentre in Sardegna da quando c'è la giunta Soru è in aumento? Il governo Berlusconi non può essere usato come foglia di fico per coprire le vergogne della maggioranza in Regione». Il capogruppo Giorgio La Spisa ha detto che «le iniziative che dalla base manifestano la contrarietà al Piano paesaggistico e al disegno di legge della giunta collegato alla manovra nanziaria in materia di urbanistica, saranno utilissime per raorzare le ragioni dell'impegno che il gruppo di Forza Italia sta attuando in Consiglio e nella commissione Urbanistica». Riferendosi alle consultazioni della commissione Urbanistica, presieduta dal diessino Giuseppe Pirisi, La Spisa ha detto: «Il malcontento che si registra in tutte le riunioni sul territorio è evidente e cresce giorno dopo giorno. Il Piano e la legge collegata sono caratterizzate da vincoli estremi e generalizzati: il danno per l'economia sarebbe gravissimo». Inne Fedele Sanciu: «Mi sorprende che la sinistra abbia paura di consultare i cittadini e che per non parlare dell'urbanistica cerchi di liquidare l'argomento come strumentalizzazione elettorale». Porcu (PS): «Una trovata che non ha alcuna sostanza» Controreplica forzista «Perché temono di far parlare la gente?»