Emilio Tevere I consigli dell'esperto «I ritrovamenti avvengono nei cantieri edili, attenzione a non rovinarle» ERBA Esiste un sito internet, www.moneteantiche.org, dedicato ai ritrovamenti di monete preromane in Italia e in Lombardia risalenti all'incirca al III secolo a.C., periodo in cui la nostra regione aveva subito da poco più di un secolo la grande invasione celtica. La sorpresa è che vi si può consultare un elenco accurato dei ritrovamenti avvenuti, in tempi diversi, nella zona fra Erba - in particolare Ponte Lambro e Alzate - e il centro lago comasco, a Porlezza. In quest'ultimo caso, nel 1873, furono addirittura trovati due siti in cui erano conservate rispettivamente 400 e 200 dramme padane. Questi ritrovamenti rappresentano una delle rare testimonianze dei Leponzi, la tribù celtica che più di altre si radicò sul territorio lariano. Volendo individuare una zona più precisa possiamo idealmente inscriverla in un cerchio dal raggio di 50 chilometri con al centro Lugano. Tutte le monete galliche emesse nella regione transpadana avevano come unico modello la dramma di Marsiglia, la moneta greca contrassegnata dalla testa di Diana sul dritto e da un leone sul rovescio. Ogni tribù celtica aveva poi interpretato questo tema con un proprio stile: la dramma dei Pedemontani si atteneva al modello classico, quella dei Cenomani aveva un tratto vigoroso, i Leponzi tendevano a stilizzare. Ma quali sono i luoghi in cui è più probabile fare dei ritrovamenti? Lo abbiamo chiesto a Emilio Tevere, numismatico erbese e profondo conoscitore dell'antica storia delle monete. «Sicuramente i mercati. Negli insediamenti più antichi fino al Medioevo, ogni centro, anche piccolo, aveva il suo luogo di scambio. Altri siti interessanti sono i luoghi di culto e sepoltura. Tra i romani era diffusa l'usanza di seppellire i morti con monete nelle mani, sugli occhi o in bocca, per "pagare" il tragitto verso l'aldilà». Ci può ricordare qualche ritrovamento avvenuto nella nostra zona? Ad Albavilla, presso la cascina Lodorina all'inizio del Novecento è stato individuato un cimitero di origine celtica che aveva continuato a svolgere la sua funzione anche in epoca romana. Altri reperti sono stati rinvenuti presso la chiesa di Sant'Eufemia, a Erba, a Castelmarte e a Pontelambro. In località Schieppo esistono i resti di un antico bagno termale. Anche le sponde del lago Segrino sono state popolate fin dalla preistoria. Come avvengono i ritrovamenti e quali sono le cose giuste da fare se dovessimo trovare qualcosa di interessante? La maggior parte di questi ritrovamenti sono avvenuti in modo casuale, magari durante gli scavi per la costruzione di una casa. L'introduzione di mezzi meccanici, per l'aratura dei campi e per opere edilizie, ha portato ad un vero e proprio boom di scoperte. Di certo la fragilità di questi reperti mal sopporta interventi aggressivi. È bene che una volta individuata l'area, venga transennata e segnalata agli esperti. Lo strumento usato per sondare la terra è il metal detector, che rilevala presenza di metalli. Bisogna poi abbandonare il badile per passare a piccole cazzuole, setacci e pennelli, in modo da recuperare anche i frammenti e poter ricomporre il reperto in un secondo momento. Uno degli ultimi siti individuati - che potrebbe dare impulso a una campagna di scavi della soprintendenza ai beni culturali - è l'area presso la chiesa di Loreto, ad Albavilla. Per ora si sono scoperte delle condutture idriche, forse resti di una canalizzazione romana. Il fatto però che la zona sia ascrivibile a un antico mercato, non può che rafforzare le speranze degli esperti». Veronica Fallini