Assemblea congiunta in Palazzo Vecchio Si chiama Fondazione Palazzo Strozzi ed e nata ieri dall'estemporanea unione del Comune con la Provincia. E" una bella scatola, ampia e solida, ma deve essere riempita. E di cosa ancora non si sa. La lunga maratona nella Sala dei Dugento, dove hanno parlato per ore e ore una settantina di consiglieri e assessori, il presidente della Provincia Renzi e il sindaco Domenici, non ha risposto al grande interrogativo: qual è il progetto culturale della Fondazione e quale il segreto in base al quale si eviterà di ripetere in pochi anni il buco dì «Firenze mostre». Ma un passo avanti c'è ed è innegabile: le istituzioni vogliono ripartire da zero, sulla fondazione della cultura scommettono forte, ci mettono molti soldi e tutta la loro credibilità, inoltre nomineranno amministratori di altissimo livello. E domani l'atto di nascita sarà ufficializzato davanti a un notaio e si chiuderanno i conti della vecchia spa. Il piano strategico della Fondazione deve essere costruito entro l'estate: lo statuto impone al consiglio di amministrazione (tutto da nominare) di predisporre il programma finanziario triennale che conterrà linee e priorità d'azione. In questi 120 giorni si discuterà cosa in concreto la Fondazione farà, perché lo statuto è estremamente ampio e vago. Della cronaca della giornata facciamo grazia di sorvolare sulle tante e ormai note posizioni della politica, dalla lunga maratona oratoria cerchiamo invece di capire quali saranno i reali compiti e le attività collaterali. La Fondazione eredita dalla defunta spa la mostra sull'Alberti appena aperta e l'organizzazione della rassegna del 2007 su Cezanne. Dovrà occuparsi delle grandi rassegne di Palazzo Strozzi e del Belvedere (ma dovrà decidere se mantenere al Forte le rassegne di arte contemporanea, costosissime e poco visitate), gestire i musei comunali e il Palazzo Medici Riccardi (sceglierà solo i più redditizi? E quelli ora chiesi saranno riaperti?) e la kermesse del «Genio fiorentino». Nel piano industriale la Fondazione deciderà anche se vorrà assumere costi e ricavi del Meccanotessile di Rifredi, i cui lavori di recupero sono momentaneamente bloccati dal ricorso al Tar di una ditta edile, dedicato a promuovere l'arte contemporanea. Oltre a mostre e musei la fondazione che porta il nome di Palazzo Strozzi dovrà anche occuparsi di come potenziare il tessuto culturale della città e del suo territorio, promuovendo per esempio il Maggio musicale o le Celebrazioni galileiane e di portare avanti progetti innovativi per lo sviluppo dell'economia e del turismo. Una serie di attività collaterali della Fondazione le consentiranno di sopravvivere e autoalimentarsi: intanto dovrà lavorare per l'ingresso nella istituzione delle competenze (e dei fondi) della Regione e se le elezioni porteranno a sinistra anche del Governo. Poi dovrà trovare quei soci privati che porteranno ulteriori indispensabili risorse. In chiusura il sindaco Domenici ha invitato a guardare avanti, sperando anche in un prossimo ingresso della Regione. Poi ha ufficializzato la scelta della soprintendente Cristina Acidini nel consiglio di amministrazione e ha auspicato che la Fondazione si possa occupare presto anche di un Museo della città e del nuovo Polo musicale.
Firenze. La Fondazione è fatta. Ora bisogna fare la Cultura
La Fondazione Palazzo Strozzi è stata istituita congiuntamente dal Comune e dalla Provincia di Firenze. Il piano strategico della Fondazione deve essere completato entro l'estate. La Fondazione eredita la mostra sull'Alberti appena aperta e l'organizzazione della rassegna del 2007 su Cezanne. Dovrà occuparsi delle grandi rassegne di Palazzo Strozzi e del Belvedere, gestire i musei comunali e il Palazzo Medici Riccardi, e la kermesse del Genio fiorentino. La Fondazione dovrà anche promuovere il tessuto culturale della città e del suo territorio, e lavorare per l'ingresso delle competenze e dei fondi della Regione.
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