Per lo Stato dismettere la gestione del patrimonio culturale equivarrebbe a mandare il sistema al collasso. Una diagnosi che ha visto concordare Domenico Fisichclla (An) e Walter Veltroni (Ds), entrambi ex ministri dei Beni culturali, che hanno partecipato all'incontro su «Stato e mercato» promosso ieri a Roma dall'Associazione per l'economia della cultura e da Capitalia. La ricetta, hanno spiegato i relatori, è quella di investire in cultura e di accettare la presenza del privato, ma secondo regole dettate dallo Stato.