NOTO - Un nuovo finanziamento, forse quello conclusivo, di un milione di euro per il completamento dei lavori interni alla Cattedrale che si ricostruisce. Il provvedimento che stanzia la somma, messa a disposizione dal Dipartimento nazionale di Protezione civile, è stato firmato ieri l'altro dal presidente del consiglio dei Ministri su indicazione del direttore Guido Bertolaso. E proprio il numero uno della Protezione civile ne ha dato notizia al vescovo di Noto, monsignor Giuseppe Malandrino, partecipando ieri sera nella chiesa di san Carlo al Corso alla cerimonia per ricordare i dieci anni dal crollo, alla quale hanno preso parte anche il sottosegretario ai Beni culturali Nicola Bono, il prefetto di Siracusa Benedetto Basile, che è anche commissario straordinario della ricostruzione, e i due progettisti Roberto De Benedictis e Salvatore Tringali. La Cattedrale come simbolo della speranza a dieci anni dal crollo. «In questi dieci anni non ci siamo mai persi d'animo, nemmeno nei momenti difficili», ha ricordato il vescovo Malandrino che ha attribuito alla ricostruzione un triplice spessore. «Una ricostruzione che implica, congiuntamente, tre motivi di fondo: fede, arte e sano meridionalismo. Perché - ha aggiunto - è la dimostrazione che la gente del Sud fa quadrato attorno al proprio monumento ferito, ricostruendolo anche in nome dei padri che l'hanno voluto e realizzato. Così la ricostruzione della Cattedrale può ritenersi il simbolo del riscatto, la coscienza della possibilità della ripresa che non va perduta. E ciò va detto per la nostra Cattedrale e per le tante altre "ferite" della nostra terra». Ma nella serata che segna il riscatto del Sud con la Cattedrale completata da mostrare al mondo intero arriva un'altra certezza. Forse quella che più d'ogni altra interessa alla gente, al popolo di fedeli, agli amanti dell'arte. L'edificio sarà inaugurato, completo, entro la fine dell'anno. «Per il duomo di Noto avremmo potuto immaginare una inaugurazione parziale - ha detto Bertolaso -. E ciò per consentire una iniziativa finalizzata ad aspetti che nulla hanno a che fare con la riapertura del tempio, specie in questo periodo. Non abbiamo scelto questa strada, né abbiamo adottato scorciatoie. L'ordinanza firmata dal presidente del consiglio dei ministri disciplina dal punto di vista giuridico in modo puntuale le ultime fasi del lavoro, di quello che rimane da fare. Il nostro obiettivo - ha detto, tra gli applausi del pubblico - è poter far sì che a Natale di quest'anno si possa celebrare la messa all'interno della Cattedrale». E qui si inserisce il nuovo finanziamento che riguarderà i lavori di finitura con gli arredi, gli altari, le cornici, i decori, le pitture e il pavimento definitivo e non di sacrificio (studiato per consentire la parziale riapertura). Per Nicola Bono "ora è più facile pensare che Natale del 2006 non sia una data inverosimile. Abbiamo oramai imboccato il percorso conclusivo". A dieci anni dal crollo oggi ci sono mille certezze. «I cinque filari che ci separano dalla vetta - hanno commentato i progettisti - non ci impediscono di affermare che la nostra impresa ha avuto successo».
Noto, a dieci anni dal crollo della cupola Un milione per completare il recupero
Il Dipartimento nazionale di Protezione civile ha fornito un finanziamento di un milione di euro per il completamento dei lavori interni alla Cattedrale di Noto, che si ricostruisce dopo il crollo del 2006. Il finanziamento è stato firmato dal presidente del consiglio dei ministri. La Cattedrale sarà inaugurata entro la fine dell'anno, con la possibilità di celebrare la messa all'interno del tempio a Natale. I lavori di finitura con gli arredi, gli altari, le cornici, i decori, le pitture e il pavimento definitivo saranno completati con il nuovo finanziamento. I progettisti hanno affermato che l'impresa ha avuto successo nonostante le difficoltà.
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