Riunisce per la prima volta i capolavori di Gentile da Fabriano, le pale d' altare da secoli smembrate e conservate nei musei di tutto il mondo, la grande mostra che si apre il 21 aprile a Fabriano, nello Spedale di Santa Maria del Buon Gesù. Trentadue tavole delle 44 conosciute saranno esposte insieme a 86 opere tra dipinti disegni, oggetti di oreficeria coevi dell'artista quattrocentesco. Presentata ieri alla stampa dal vice-ministro dei Beni culturali Antonio Martusciello e da Francesco Merloni, mecenate promotore dell'iniziativa, "Gentile da Fabriano e l'altro Rinascimento" si annuncia fin da ora come un'esposizione di grande rilievo culturale e scientifico, che tenta una rilettura da diversa prospettiva dell'ultimo, eccelso rappresentante del gotico internazionale. Che, tra l' altro, ricolloca nella sua terra, riscoprendone le radici marchigiane cancellate dal tempo. A Fabriano, ha sottolineato Merloni, non c'è neanche un'opera di Gentile e la maggioranza della popolazione ignora che sia proprio lui il suo più illustre cittadino. Senza contare che spesso nei musei internazionali i cartellini apposti alle opere lo identificano come pittore veneziano. L'operazione che sta dietro alla mostra è appunto finalizzata alla giusta valorizzazione di un artista sublime, partendo dal recupero dei suoi capolavori e dall'intervento di restauro (che ha del miracoloso nel caso del Polittico dell'intercessione) condotto dall'Opificio delle Pietre Dure. "Sono tre anni che stiamo lavorando con entusiasmo - ha detto la soprintendente Lorenza Mochi Onori, curatrice della rassegna insieme a Laura Laureati - ma non abbiamo mai perso di vista l'obiettivo scientifico e abbiamo condotto indagini archivistiche in ogni sede dove Gentile ha lasciato una sua traccia". Purtroppo, "le opere di Gentile da Fabriano - ha aggiunto Laureati - hanno subito nel tempo un tragico destino. Soprattutto i dipinti murali, che resero celebre l'artista presso i suoi contemporanei, sono andati del tutto perduti. Resta solo la "Madonna col Bambino" del duomo di Orvieto, tornato all'originario splendore dopo il recente restauro". Più complesso invece il discorso delle pale d' al tare, che a cominciare dal '600 furono smantellate e quindi disperse. "La mostra - ha proseguito Laureati - ha permesso appunto di ricostruire per quanto possibile questi altari, a cominciare dal polittico di Valleromita, custodito a Brera. A Fabriano torneranno anche il San Francesco di Mamiano di Traversetolo e il Polittico Quaratesi, purtroppo incompleto, nonostante i prestiti degli Uffizi (i 4 Santi), dei Musei Vaticani (4 storie di San Nicola nella predella), della NationalGallery di Washington (la quinta storia di San Nicola). Manca infatti all'appello la 'Madonna con Bambino e gli angeli della parte centrale (delle collezioni della Regina d'Inghilterra), il cui prestito è stato negato per motivi conservativi. Da il Louvre infine arriverà "Presentazione di Gesù al tempio", predella della pala Strozzi degli Uffizi, che, ha concluso la curatrice, "non abbiamo neppure richiesto in mostra per rispetto di una tavola fragile, di grandi dimensioni, che rappresenta, al pari de "La Primavera" di Botticelli, sia al pittore sia il museo che la contiene".
Gentile torna a Fabriano grazie a prestiti e restauri
La mostra "Gentile da Fabriano e l'altro Rinascimento" si apre il 21 aprile a Fabriano, nello Spedale di Santa Maria del Buon Gesù. Trentadue tavole delle 44 conosciute saranno esposte insieme a 86 opere tra dipinti disegni, oggetti di oreficeria coevi dell'artista quattrocentesco. La mostra tenta una rilettura da diversa prospettiva dell'ultimo rappresentante del gotico internazionale, ricollocando le radici marchigiane dell'artista. La mostra è stata promossa dal vice-ministro dei Beni culturali Antonio Martusciello e dal mecenate Francesco Merloni.
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