ASSEMBLEA SUL FUTURO DELLA CITTÀ A PALAZZO MARIGLIANO L'attuazione del Piano regolatore e i problemi connessi sono stati all'ordine del giorno dell'Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno tenutasi ieri a Palazzo Marigliano e presieduta dalla dottoressa Maria Rosalia De Divitiis della Sovrintendenza archivistica per la Campania. «La città soffre enormemente della carenza di spazi e funzioni pubbliche; - sostiene Antonio Di Gennaro dell'osservatorio campano per le politiche ambientali e del territorio - bisogna che diventi uno spazio per la vita all'aria aperta, per questo il Prg deve riconoscere i beni comuni e valorizzarli al meglio così da restituirli ai cittadini. Un bel passo in questo senso è stata l'istituzione del parco delle colline di Napoli, oltre 2mila ettari di area protetta». Luigi De Falco, di Italia nostra, parla anche; del recupero dei centri storici: «Le autorità sono intervenute senza controllo, con demolizioni spesso ingiustificate. A livello regionale non è stata promossa nessuna iniziativa volta alla tutela. Napoli invece è un po' un modello, già con il Piano regolatore del '72 si riuscì a salvare il patrimonio del centro storico subordinando ogni intervento all'approvazione della Sovrintendenza ai beni architettonici; nel '97 l'obbligo fu eliminato ma gli interventi limitati al restauro». A suo avviso il problema maggiore legato allo strumento urbanistico è la manciata creazione di un ufficio ad hoc del Comune. «Intanto c'è grande attesa degli enti locali sui piani territoriali perché si spera in norme più blande, ma è indispensabile che l'ente regionale si affretti a porre dei paletti». E rivolge un appello all'Assise: «Bisogna risvegliare in chi di dovere un interesse per le esigenze collettive di sviluppo e tutela del territorio». Stessa opinione per Enzo Russo, rappresentante del Wwf, che invita tutta la società civile a premere per l'attuazione del Piano regolatore. E per i risultati dei ritardi basta guardare la confusione di Bagnoli [nella foto], che si sta pagando a caro prezzo. Carlo lannelli insiste infine sulla potenziali pericolosità della legge obiettivo per Napoli: «Le leggi che ostacolano la costruzione dell'opera vengono disapplicate».