Tornano a vivere le voci della Storia Da Stalin a Pirandello: la Discoteca di Stato sta ripulendo le registrazioni Palazzo Mattei, l'ultimo portone sulla destra per chi provenga da via delle Botteghe Oscure. Qui, nell'austera intransigenza d'un decor cinquecentesco perfettamente intonato alla severità del tempo quando diviene storia, si sta adesso procedendo al recupero d'un prezioso materiale fonografico. Vengono infatti lavate (proprio cosi, la-va-te), asciugate, controllate al microscopio le voci di quanti, nel bene o anche nel male (Hitler, Stalin e altri mostri di tal fatta) sono stati protagonisti del ventesimo secolo. Ci sono uomini di stato, d'azione e di pensiero-Quella in corso, inutile dirlo, è una pulizia delicatissima: comporta un lavoro altamente specializzato che impegna, dal più al meno, tutti i trentot-to componenti dell'organico. Le loro cure, una volta concluse, riporteranno a nuova vita papi, governanti, esimi statisti, indimenticati politici; vituperati dittatori, benemeriti scienziati, austeri filosofi, celebrati artisti, divinità dello spettacolo. Il grande «bagno» attualmente in corso, dopo aver sciacquato a dovere Ein-stcin non meno che Leone XIII o Churchill e Croce (a voler «pescare» solo alcuni nomi in un affollatissimo Olimpo), consentirà di digitalizzare migliaia di reliquie sonore. Si parla d'una cifra complessiva che supera i trecentomila pezzi. Fatto sta che, assicura il direttore e responsabile del progetto Massimo Pistacchi, entro la fine del 2007 tutto l'ingente patrimonio documentale della Discoteca di Stato sarà finalmente agibile e uscirà da uno stato di eccessiva quiete dovuta a quei ritardi nell'aggiornamento tecnologico inevitabili dove si debbano fare i conti con la burocrazia. Che cosa cambierà? Molto se non tutto. Studiosi o anche semplici cittadini potranno approfittare in tempi rapidi, con agilità, d'un patrimonio davvero senza eguali. Le conoscenze musicali, in particolare, saranno avvantaggiate come mai fino a oggi. Qualche esempio? Chi desidererà sapere cosa, a palazzo Mattei, sia conservato dì Enrico Caruso, quali documentazioni rimangano della sua splendida voce e della sua trionfale carriera, non avrà che da dettare alla tastiera del computer i suoi desiderata. E, nel tempo d'un click, verrà soddisfatto. Con quella del mitico tenore napoletano si potranno trovare testimoniati, come in nessun'altra collezione italiana, i destini professionali di centinai di comprimari e anche di meno fortunati professionisti della scena lirica o della canzone. Merito, certamente non ultimo degli archivi di via Caetani, è infatti quello di conservare memoria e rendere così leggibile un onesto lavoro altrimenti destinato a non lasciare traccia di sé. Farà piacere al-le tifoserie, a quanti considerano il calcio anche una materia di storia e di pensiero, sapere che nella Discoteca sono ospitati anche i goleador. Noi, che non abbiamo dimestichezza con. la materia, ci siamo appuntati un po' a caso i nomi di Altarini, Boniperti, Cane. La Discoteca di Stato è nata ufficialmente nel 1928, quando Vittorio Emanuele III con un suo decreto stabiliva «di disciplinare e sviluppare.. : la raccolta e la diffusione di diselli fonografici riproducenti le voci dei cittadini italiani benemeriti della Patria...». Vi confluì subito, andando a costituire la radice del nascente patrimonio, la raccolta storica realizzata dalla passione d'un collezionista d'altri tempi quale Rodolfo De Angelis. Il fascismo quindi, come sarebbe più tardi accaduto con la cinematografia, intuì l'importanza anche propagandistica che questo museo sonoro poteva acquistare nel tempo. A dimostrazione rimangono le registrazioni pressoché complete dei discorsi mussoliniani cui vennero facendo corona, allora e dopo, parlati del generalissimo Franco, di De Gaulle, Roosevelt, Kennedy... L'Italia antifascista può ascoltarsi nelle voci di Turati, Sturzo, Eìnaudi, De Gasperi, Togliatti e molti altri ancora. Un dirigente della Discoteca, Francesco Acquilanti, riferiva d'aver trovato pochi giorni fa, durante lavori di ricognizione attualmente in corso, due biglietti d'autore. Sono firmati da Grazia Deledda e Luigi Piran-delio. Ringraziano chi li intervistò ospitandoli in questo grande, unico museo nazionale delle voci dove sono, d'altronde, molti grandi del nostro novecento letterario. Quanto a me, appena resi fruibili dagli attuali lavori, andrò a festeggiare l'impresa, ascoltando registrazioni di Artaud, Celine, Camus, Malraux e quanti altri potrò scoprire, non senza augurarmi che i romani acquistino una maggiore dimestichezza con questi tesori vocali conservati nel cuore della loro città.
Grandi restauri alla Discoteca di Stato: a Palazzo Mattei un patrimonio di oltre trecentomila brani.
La Discoteca di Stato sta procedendo al recupero e digitalizzazione di registrazioni fonografiche di personaggi storici italiani, tra cui politici, artisti e scienziati. Il progetto, che si sta svolgendo nel Palazzo Mattei, prevede la pulizia e la conservazione di oltre 300.000 pezzi, tra cui registrazioni di Enrico Caruso, Hitler e Stalin. Il direttore del progetto, Massimo Pistacchi, afferma che il progetto consentirà di rendere accessibili a studiosi e cittadini le conoscenze musicali e storiche contenute nel patrimonio documentale della Discoteca. Le registrazioni saranno digitalizzate e renderanno possibile l'ascolto di registrazioni di personaggi storici come Turati, Sturzo e De Gasperi.
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