Turismo sulle ali dell'Unesco NOTO - Si è conclusa ieri a Noto la quarta Conferenza nazionale dei siti U-nesco. Al Teatro comunale «Vittorio E-manuele», la terza e ultima giornata dei lavori ha visto la presenza del soprintendente di Siracusa Mariella Muti, del sottosegretario ai Beni culturali on. Nicola Bono, di Roberto Celli presidente della società «Romartificio», che porterà in Cina una mostra sui siti Unesco, di Antonio Marcellino, direttore del festival «Magie Barocche», e del sindaco di Norcia Nicola Alemanno. Se la scelta di organizzare il convegno nel "Sudest" della Sicilia ha coinciso con il recente ingresso nell'Herita-ge List dell'Unesco della città di Siracusa e delle necropoli rupestri di Pantali-ca, non poteva certo mancare la presenza dei convegnisti a Noto, che con le otto città del suo antico vallo è entrata a far parte integrante del patrimonio dell'umanità sin dal gennaio 2002 con il suo barocco e le meravigliose integrazioni tra ambiente e cultura che hanno da sempre caratterizzato la zona. «Aver coniugato il luogo barocco con la musica barocca - spiega Antonio Marcellino - ha puntato ad una più ampia valorizzazione del patrimonio di questa terra anche attraverso l'esperimento del festival «Magie Barocche» che si appresta alla sua seconda edizione e che è riuscito appieno nelle sue finalità ponendo un altro tassello culturale nella direzione della valorizzazione del territorio». Ma quale le novità di questa quarta conferenza? «Si è posto in essere una questione fondamentale - afferma il sottosegretario di Stato Nicola Bono -che è quella che sancisce il passaggio dallo strumento di programmazione che è il piano di gestione dei siti Unesco che punta alla politica dello sviluppo del territorio e delle sue eccellenze culturali, allo strumento successivo che ne mette in pratica le linee guida e che è il Sistema Turistico Locale. Era importante che questo momento di passaggio avvenisse a Noto dove ha visto la luce il primo piano di gestione d'Italia». Ma quale, in sintesi, la differenza tra i piani di gestione ed i sistemi turistici locali? «Possiamo definire la differenza con una immagine pittorica - spiega Bono - e affermare che se il piano di gestione è la cornice di un quadro allora il sistema turistico locale altro non può essere che la tela del quadro stesso dove si realizza lo sviluppo corretto e soste-nibile del territorio». Di Unesco si è discusso anche a Ispica. Cava Ispica chiede, al pari di Pan-talica, l'inserimento nella lista dei beni patrimonio dell'umanità.