Niente silenzio-assenso per gli interventi edilizi sui beni culturali. Le modifiche al Codice Urbani approvate dal Consiglio dei ministri il 3 marzo scorso cancellano infatti il meccanismo previsto in caso di silenzio dell'amministrazione competente a rilasciare l'autorizzazione. L'interessato dovrà quindi percorrere le vie ordinarie rivolgendosi al Tar. Il nulla osta per effettuare interventi in materia di edilizia pubblica e privata deve essere rilasciato dalla Soprintendenza entro centoventi giorni dal ricevimento della richiesta. È possibile una dilazione se sono necessari chiarimenti o se la Soprintendenza ritiene di procedere ad accertamenti di natura tecnica (in questo caso non più di trenta giorni). Decorsi inutilmente i termini il richiedente può diffidare l'amministrazione a decidere. Il vecchio testo, prevedeva il silenzio assenso dopo trenta giorni dalla diffida. Questa procedura più favorevole al richiedente è stata ora cancellata dal nuovo Dlgs. Per superare l'inerzia dell'amministrazione sarà quindi necessario attivare la procedura ordinaria (articolo 21-bis della legge 10341971) che prevede il ricorso al Tar. Il nuovo Dlgs stabilisce, inoltre, che anche il mutamento di destinazione d'uso di un immobile deve essere comunicato al Sovrintendente per evitare che vengano adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico-artistico o che possano pregiudicarne la conservazione.
Nulla osta Quando la Soprintendenza tace. Scompare il silenzio-assenso
Niente silenzio-assenso per gli interventi edilizi sui beni culturali. Le modifiche al Codice Urbani approvate dal Consiglio dei ministri il 3 marzo scorso cancellano infatti il meccanismo previsto in caso di silenzio dell'amministrazione competente a rilasciare l'autorizzazione. L'interessato dovrà quindi percorrere le vie ordinarie rivolgendosi al Tar. Il nulla osta per effettuare interventi in materia di edilizia pubblica e privata deve essere rilasciato dalla Soprintendenza entro centoventi giorni dal ricevimento della richiesta. È possibile una dilazione se sono necessari chiarimenti o se la Soprintendenza ritiene di procedere ad accertamenti di natura tecnica (in questo caso non più di trenta giorni). Decorsi inutilmente i termini il richiedente può diffidare l'amministrazione a decidere. Il vecchio testo, prevedeva il silenzio assenso dopo trenta giorni dalla diffida. Questa procedura più favorevole al richiedente è stata ora cancellata dal nuovo Dlgs. Per superare l'inerzia dell'amministrazione sarà quindi necessario attivare la procedura ordinaria (articolo 21-bis della legge 10341971) che prevede il ricorso al Tar. Il nuovo Dlgs stabilisce, inoltre, che anche il mutamento di destinazione d'uso di un immobile deve essere comunicato al Sovrintendente per evitare che vengano adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico-artistico o che possano pregiudicarne la conservazione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo