Domani si vota lo statuto. I consiglieri di Forza Italia: «II consiglio comunale congiunto è solo una passerella elettorale voluta da Domenici e Renzi. Non c'è nessun progetto per la cultura». «Andremo a fare i notai in consiglio comunale. Andremo a votare un semplice statuto e a celebrare il funerale milionario di Firenze Mostre». Domani si terrà, quella che il gruppo provinciale e comunale di Fi definisce «la passerella elettorale del sindaco e del presidente della Provincia», che «per mettersi in mostra ci faranno votare lo statuto di un contenitore al momento vuoto, privo di progetti». Così i capogruppo di Fi in Provincia e in Comune Graziano Grazzini, Paolo Amato e i vicecapogruppo Leonardo Comucci e Gabriele Toccafondi, supportati dal consigliere comunale Enrico Bosi definiscono la trasformazione di Firenze Mostre da spa in Fondazione. Nessuna polemica sullo strumento, ovvero sullo stato giuridico del nuovo soggetto che gestirà la cultura fiorentina. Ma tanti sospetti e cattivi presagi su quella che definiscono «un'operazione di propaganda a cui partecipano i soliti noti». Perché Forza Italia nel passaggio da Firenze Mostre a fondazione non vede «nessun segno di discontinuità con le politiche precedenti». «Lunedì (domani, ndr) saremo chiamati a partecipare a questa seduta congiunta del consiglio comunale e di quello provinciale - spiega Amato - solo per approvare uno statuto. Noi in realtà speravamo che ci fosse un serio progetto di sviluppo, così non è. Quindi mi chiedo, che senso ha andare a fare i notai? Perché al momento attuale non si capisce cosa andrà a fare la fondazione. C'è solo una certezza: il fallimento dell'assessorato alla cultura. Con un vero assessore, non ci sarebbe stato bisogno di una fondazione. Per questo dico che ci troviamo di fronte all'ennesimo fallimento politico. Ma vorrei sottolineare che la nostra richiesta di discontinuità con il passato è la stessa che ha fatto in tempi non sospetti il presidente di Assindustria Ceccuzzi». Forza Italia ha ricordato ieri mattina nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta in via degli Speziali anche i recenti finanziamenti pubblici che sono entrati nelle casse dell'ormai defunta Firenze Mostre. Amato ha ricordato il contributo straordinario di 600mila euro che Palazzo Vecchio stanziò nel novembre scorso. Grazzini il milione e trecento mila euro con cui la Provincia «pagherà il funerale di Firenze Mostre». Altra nota dolente quei privati che dovevano arricchire la futura fondazione della cultura. «I soci sono gli stessi di prima - spiega Toccafondi - ovvero Comune e Provincia, con la new entry della Camera di Commercio, che a marzo stanzierà subito l,6 milioni di euro e più avanti altri 800mila euro. Ma dei privati non vediamo traccia, anche perché dovrebbero entrare dalla finestra, dal momento che dovrebbero essere nominati dai tre soci fondatori. In più siamo preoccupati dall'articolo 3 dello statuto che assegna alla fondazione la gestione dei musei comunali. É vero che la fondazione ha bisogno di liquidità, mi chiedo come farà il Comune a ricoprire gli introiti che gli assicuravano i musei. E in più ci chiediamo che fine faranno i dipendenti, per questo lunedì (domani, ndr) presenteremo un ordine del giorno per avere garanzie sulla loro tutela professionale». Forza Italia ha annunciato che domani non farà «ostruzione», ma che nemmeno consentirà il «tranquillo svolgimento di quella che è pura propaganda elettorale». Chiude Enrico Bosi che rivela: «II progetto culturale, della fondazione si riduce a due mostre: quella di Alberti e quella di Cezanne. Mostre pagate entrambe dalla Cassa di Risparmio, che guarda caso non vuole entrare nella fondazione». Sulla vicenda inoltre, ieri è intervenuto anche il capogruppo dell'Udc Mario Razzanelli che ha definito la fondazione «uno strumento poco trasparente e meno controllabile rispetto alle società di capitali. Per questo lunedì (domani, ndr) voterò contro».
FIRENZE: Nella fondazione gli stessi attori del fallimento di Firenze Mostre
Domani si voterà lo statuto della fondazione che sostituirà Firenze Mostre. I consiglieri di Forza Italia hanno definito la votazione come una "passerella elettorale" e non c'è un progetto per la cultura. I capogruppo di Fi in Provincia e in Comune hanno supportato la trasformazione di Firenze Mostre in Fondazione. La fondazione avrà la gestione dei musei comunali e sarà gestita dai tre soci fondatori. I dipendenti dei musei saranno tutelati professionale. Forza Italia non farà ostruzione, ma nemmeno consentirà il tranquillo svolgimento di quella che è pura propaganda elettorale. La fondazione avrà un progetto culturale ridotto a due mostre pagate dalla Cassa di Risparmio.
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