La sezione dedicata ad Antonino Calcagnadoro non ha fatto registrare irregolarità, a parte l'episodio del quadro rubato "Vecchio con barba che legge", ritrovato dal proprietario appeso tra gli altri del pittore reatino. Lo afferma il Comando carabinieri del nucleo di tutela del patrimonio e rappresenta almeno una buona notizia per la Fondazione Varrone Cariri che ha organizzato la mostra sui pittori italiani del-F800 perché altre opere esposte, in prevalenza oli su tela e su legno di varie dimensioni, alcuni pastelli e acquarelli, sono state giudicate dagli esperti ministeriali, di bassa qualità e false nelle firme autografe. Fra i nomi degli artisti "donati" spiccano Giovanni Boldini (Ferrara 1842 - Parigi 1931), Ippolito Caffi (Belluno 1809 -Croazia 1866), Massimo D'Azeglio (1798 - 1866), Giovanni Fattori (Livorno 1825 -Firenze 1908), Giacomo Favretto (Venezia 1849 - 1887). Menzione speciale anche per Francesco Guardi (Venezia 1712- 1793) considerato l'erede del Canaletto a Venezia, l'unico artista del Settecento «testimoniato» nell'esposizione reatina. E ancora Domenico Induno, (Milano 1815 -1878), il bresciano e vedutista Angelo Inganni (1807 -1880), Federico Zandomeneghi (Venezia 1841 - Parigi 1917). Purtroppo falso anche il suggestivo «Tramonto» attribuito a Anton Sminck Pitloo (Olanda 1790 - Napoli 1837). Sottolinea il ministero dei Beni Culturali Rocco Buttiglione: «È la conferma dell'efficacia degli strumenti di prevenzione e indagine messi a punto contro ladri e falsali da carabinieri, esperti del ministero e magistratura e all'istituzione di un gruppo di lavoro per realizzare lo "sportello al cittadino" e il "decalogo" dei buoni consigli, ormai indispensabili per aiutare la correttezza degli acquisti di opere d'arte moderna.