«Avanti, nonostante l'amarezza» II presidente De Sanctis: Era un'iniziativa per dare visibilità alla città Avanti, nonostante tutto. Certo, per l'immagine dell'istituzione non è stato un momento felice, «però vogliamo proseguire su questa strada, quella della valorizzazione dell'arte come strumento di ritorno turistico per la città» commenta Innocenzo de Sanctis. Il presidente della Fondazione Vairone ha riunito il consiglio di amministrazione, ha discusso e valutato con gli altri membri le conseguenze derivate dal sequestro, da parte dei carabinieri, dei quadri di collezionisti locai i esposti alla mostra dei pittori dell'800 e del ritrovamento di un olio di Calcagnadoro rubato, quindi ha rimarcato l'intenzione di portare avanti progetti per la crescita culturale di Rieti. «Lo faremo nonostante l'amarezza che ci proviene da un fatto del genere - spiega de Sanctis - perché siamo certi di aver agito in assoluta buona fede, convinti, di offrire alla città la possibilità di godere di uri importante patrimonio artistico. Del resto, proprio perché animati da uno spirito di serietà, abbiamo preteso una certificazione di tutti i dipinti forniti e ci siamo affidati a un esperto che già in passato aveva lavorato per la Cassa di Risparmio e là "stessa Fondazione par la selezione dei quadri da esporre, peraltro senza scopo di lucro». Però pesa, eccome, quel sequestro (confermato dal tribunale) di quadri considerati dall'esperto del ministero "di bassa qualità e falsi nelle firme". Ma non ci saranno rivalse nei confronti di chi li ha certificati, quella Rossana Boscaglia della quale viene snocciolato il prestigioso curri-culum professionale. Lo conferma l'avvocato Pietro Carotti, vice presidente della Fondazione, che proprio ièri, raccogliendo l'apprezzamento del consiglio, si è autosospeso dalla carica in quanto è candidato alla Camera. «Se l'inchiesta della magistratura accerterà delle responsabilità decideremo come comportarci e valuteremo eventuali danni d'immagine. Per il momento la nostra è una posizione di attenta vigilanza e neppure nomineremo un consulente. Abbiamo fatto tutto il possibile per dare alla città un evento di prestigio e se c'è qualche collezionista che aveva quadri falsi, questo è un problema suo perché noi abbiamo attivato tutti i controlli necessari. Aspettiamo comunque l'esito delle indagini». Domina quindi la cautela, ma c'è amarezza e imbarazzo anche nelle parole del consigliere Maurizio Maurizi. L'illustre medico rimarca «il grande risalto che Rieti ha avuto con la mostra e il danno, semmai, è morale più che economico (costata complessivamente 100 mila euro tra spese e pubblicità ndr). Ecco, vorrei che non si dimenticasse l'impegno della Fondazione verso la valorizzazione delle bellezze artistiche della città e un tatto del genere non può compromettere uno sforzo del genere»; Eppure qualche segnale che qualche cosa non andava, la Fondazione l'aveva avuto nei mesi scorsi. «Si, è vero - ammette il presidente de Sanctis - abbiamo ricevuto due segnalazioni sulla presenza di quadri non autentici, in particolare di De Nittis. Abbiamo subito risposto allegando la certificazione della Bossaglia. Del resto, abbiamo scelto un esperto esterno proprio per evitare conflitti tra i locali, però ripeto, proseguiremo sulla strada dell'arte». E annuncia per il 3 ottobre il trasferimento a Rieti di una mostra d'arte contemporanea attualmente ospitata a Roma, al ministero degli Esteri, mentre per la chiesa di Santa Scolastica è allo studio la creazione di un centro culturale «per aiutare la città a crescere» chiude ancora il presidente. Ma dimenticare non sarà facile.
Intervento della Fondazione Vairone dopo il sequestro dei quadri alla mostra sui pittori dell'800
Il presidente della Fondazione Vairone, Innocenzo de Sanctis, ha confermato che la Fondazione continuerà a proseguire con progetti culturali per la valorizzazione dell'arte e della città di Rieti, nonostante l'amarezza e l'imbarazzo causati dal sequestro di quadri di collezionisti locali. De Sanctis ha spiegato che la Fondazione aveva agito in assoluta buona fede e aveva richiesto una certificazione per tutti i dipinti forniti, ma che il sequestro di quadri di bassa qualità e falsi è stato confermato dal tribunale. La Fondazione ha anche confermato che non si è nominato un consulente e che aspetta l'esito delle indagini.
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