Siracusa. La relazione del ministro Lunardi alla conferenza sui siti iscritti nella Whl Più collaborazione per non frenare le grandi opere SIRACUSA. Avviare e realizzare le grandi opere interagendo e non scontrandosi con il patrimonio artistico, ambientale e archeologico del Paese. Una intesa, in sintesi, tra il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il ministero dei Beni e delle Attività culturali affinchè le attrattive e le magnificenze storico-culturali non rappresentino un ostacolo alla crescita della funzionalità italiana. Sono stati questi i termini della relazione del ministro delle Infrastnitture e dei Trasporti, Pietro Lunardi, impegnato ieri nei lavori della quarta conferenza nazionale dei siti italiani iscritti nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco, ospitata nella sala di rappresentanza del Palazzo Municipale di Siracusa. Il capoluogo è stato scelto come sede dell'importante iniziativa (prosegue oggi e termina domani a Noto) a fronte della iscrizione nella WHL, insieme alle necropoli di Pantalica, ratificata lo scorso anno, con la quale l'Italia conferma, con i suoi 40 siti, la posizione di leadership mondiale. «Il primo obiettivo è stato quello di cambiare l'approccio -continua il ministro -. Convincere che nella gestione e realizzazione delle infrastrutture, un collegamento viario o ferroviario tra due realtà urbane non poteva essere concepito come un mero asse di attraversamento ma come un catalizzatore di fenomeni di conoscenza del territorio e di reale fruizione di quei giacimenti culturali ubicati lungo o nei pressi dell'asse stesso». Ma l'iscrizione nella WHL di Siracusa e Pantalica non rappresenta solamente un "premio" a ciò che ha creato la natura e le lontane civiltà. E' considerato uno strumento di rilancio della società meridionale, e non solo perché fonte di candide immagini rivolte al mondo ma soprattutto perché si è dovuto, prima di tutto, dimostrare di essere capaci di gestire tale patrimonio. In ciò è stato profuso l'impegno più pesante e complesso con un piano di gestione che fa, oggi, da apripista per le candidature future. «La IV conferenza nazionale - ha dichiarato il sottosegretario ai Beni culturali, con delega all'Unesco, Nicola Bono - è una occasione importante per valutare il lavoro sin qui svolto e per individuare le nuove linee guida per la gestione sostenibile delle eccellenze culturali. Proprio da Siracusa, infatti, parte la porzione più impegnativa dell'intero processo, ovvero passare dai criteri teorici a quelli pratici, criteri che non coinvolgono solamente il settore dei Beni culturali ma ogni altro. Mi riferisco alle infrastrutture, alla sanità e alla politica dell'accoglienza, che deve essere funzionale così come richiesta da un turismo culturale che è praticato anche da gente anziana e pertanto necessitante di dispositivi altamente efficienti». «L'iscrizione nella WHL ha catapultato Siracusa nell'olimpo delle città-simbolo che hanno il preciso compito di rappresentare nel mondo la cultura e la storia - ha detto il sindaco Giambattista Bufardeci -. Una relazione inedita per la città fra la dimensione locale e la dimensione globale che obbliga ad una nuova definizione degli ambiti di competenza delle amministrazioni locali. Un patrimonio così immenso ha bisogno di una attenta programmazione in tutte le direzioni e di un preciso impegno nel lavoro di attuazione delle linee guida contenute nel Piano di gestione».
PATRIMONIO DELL'UNESCO. Il patrimonio culturale non sia un ostacolo
La città di Siracusa ha ospitato la quarta conferenza nazionale dei siti italiani iscritti nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Pietro Lunardi, ha presentato una relazione in cui ha sottolineato l'importanza di cambiare l'approccio per la gestione e realizzazione delle infrastrutture, convincendo che un collegamento viario o ferroviario tra due realtà urbane possa essere un catalizzatore di fenomeni di conoscenza del territorio e di reale fruizione di quei giacimenti culturali.
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