SIRACUSA - Ha sancito la definitiva pacificazione fra politica delle infrastrutture e cultura la prima giornata di lavori della 4. Conferenza nazionale dei siti italiani iscritti nella World Heritage list dell'Unesco, iniziata ieri nel salone "Borsellino" di Palazzo del Senato del capoluogo aretuseo e voluta dal Ministero dei Beni culturali. Ed a suggellare questo "patto" distensivo è intervenuto in prima persona il ministro delle Infrastrutture e trasporti Pietro Lunardi, «Nel Paese -ha esordito il ministro - è resistito un forte pregiudizio nei confronti delle infrastrutture, demonizzate in quanto concepite come elemento distruttivo di ogni assetto territoriale e delle componenti artistiche e architettoniche. Il cammino che abbiamo seguito, allora, è stato quello del ribaltamento di questa concezione, nella convinzione che una "land art" potesse albergare in un Paese come il nostro, ricco di giacimenti culturali». Una linea che ha portato alla stipula di un programma d'interventi comune fra Ministero delle Infrastrutture e dicastero dei Beni culturali, per avviare le grandi opere in regime d'interazione col patrimonio artistico-archeologico, «ed evitare così - ha proseguito Lunardi - che questo costituisse un ostacolo e, al tempo stesso, che venisse pesantemente mortificato». In proposito, il ministro ha ricordato l'impegno del governo nazionale, nell'ambito dell'attuazione del Piano decennale delle infrastrutture strategiche, per la costituzione di veri e propri nuovi parchi archeologici. «Nel corso di dieci anni - ha concluso Lunardi - i beni culturali potranno contare su risorse comprese tra 1,8 e 2,5 miliardi di euro. Tutto questo per assecondare le logiche classiche che caratterizzano la grammatica universale del patrimonio Unesco, che vede l'Italia in cima alla lista». E per preservare il primato produttivo del patrimonio artistico italiano targato Unesco, il sottosegretario ai Beni culturali Nicola Bono ha marcato la non scin-dibilità fra disponibilità finanziarie, aggiornamenti dei piani di gestione dei siti iscritti nella World Heritage list e passaggio da questi piani ai sistemi turistici locali. «Un concatenamento per sviluppare metodologie -ha aggiunto Bono - che, partendo dal sito d'eccellenza, inneschino un processo di creazione dell'offerta turistica adeguata, attraverso le infrastrutture e l'attuazione di politiche di accoglienza che non tralascino alcuna sfumatura, dall'industria ecocompatibile al turismo della buona tavola». Parole che hanno raccolto l'approvazione del sindaco di Siracusa Giambattista Bufardeci. «Occorrono politiche turistiche - ha detto il primo cittadino - che sappiano garantire qualità, accoglienza, servizi in una logica di sviluppo integrato dei siti. Nel Paese, contesti urbanistici bellissimi spesso hanno al loro interno strutture ricettive inadeguate a garantire un livello minimo della qualità dell'accoglienza. Abbiamo anche luoghi naturali di eccezionale bellezza ma spesso sono poco valorizzati, divulgati, promossi». Oggi, la seconda giornata di lavori, con inizio alle 9,30, sempre al "Borsellino", sarà moderata dall'assessore regionale ai Beni culturali Alessandro Pagano e vedrà in programma gli interventi di Francesco Bandarin, direttore del Centro del patrimonio mondiale dell'Unesco, e di Ray Bondi-n, presidente del Comitato internazionale Città e Villaggi storici. La terza giornata di dibattiti si svolgerà domani al Teatro Vittorio Ema-nuele di Noto dalle 10. La scelta di organizzare la 4. Conferenza dei siti italiani Unesco nella provincia siracusana ha coinciso con il recente ingresso nella Whl della città d'Archimede e delle Necropoli rupestri di Pantalica, ancora nel territorio della provincia aretusea.