È battaglia sulla riva sud del Tamigi: a fronteggiarsi sono due mostri sacri dell'arte contemporanea britannica, il collezionista Charles Saatchi e il direttore uscente della Tate Modern, Nicholas Serota. Quando Saatchi ha deciso di esporre una parte della sua collezione tra le tradizionali mura del County Hall, l'ex municipio di Londra, i più maliziosi non hanno potuto trattenersi: la Saatchi Gallery si trova esattamente tra la Tate Modern e la Tate Britain, dirette per anni da Serota. Come se non bastasse, uno dei pezzi forti della collezione è lo squalo in formalina di Damien Hirst, opera che l'autore rifiutò a Serota per una retrospettiva alla Tate. La battaglia, infatti, sembra essere a chi stupisce di più: classici come Dalì, Picasso, Modigliani, Warhol per la Tate Modern, opere degli ultimi 20 anni, ed estremamente provocatorie, per la Saatchi. Davanti alle mosche condannate a volteggiare tra una testa di mucca putrefatta e un inceneritore di insetti, non resta cheaspettare l'implacabile responso del pubblico.