Alla Regione debbono essere impazziti. Hanno promosso di grado (con aumento di stipendio) i dipendenti della categorìa "e" alla categorìa "b", per cui anche i 900 custodi dei siti archeologici e dei musei, che erano in "e" sono passati in "b", e non sono più custodi, bensì "coordinatori dì tutela e vigilanza". In sostanza diventano "amministrativi" con il compito di coordinare i custodi. Solo che custodi non ce ne sono più perché sono stati tutti promossi. Todos caballeros. E chi custodirà siti archeologici e musei se non ci sono più custodi? Si pensa di utilizzare i precari dell'Asti, cioè dell'ex ufficio di collocamento, ma è solo una pezza peggiore del buco, perché questi Asu non potrebbero assicurare la loro presenza il sabato e la domenica: non hanno il "salario accessorio" e quindi dovrebbero essere pagati confondi extra che non si sa da dove prendere. La questione non è nuova, ma finora le domande di trasferimento a compiti amministrativi sono state tenute nel cassetto, ma non tutte. Ad esempio nella Valle dei Templi su 52 custodi, anzi ex custodi, 19 hanno chiesto il trasferimento. La sostanza è che alla vigilia del pieno della «saison» i turisti rischiano di trovare in Sicilia i siti e i musei chiusi. Un vero e proprio disastro per l'immagine turistica della Sicilia. L'inghippo è stato che quando hanno promosso i dipendenti regionali di fascia "e" nessuno ha pensato che questo avrebbe riguardato anche i custodi dei musei e delle aree archeologiche che svolgono un lavoro particolare e che non possono e non debbono andare a scaldare una sedia dietro una scrivania. E ora che la frittata è fatta si cerca di correre ai rìparì, ma ancora la soluzione non è stata trovata. Immaginate una comitiva di turisti che va a visitare il "Paolo Orsi"di Siracusa, oppure il parco archeologico di Segesta, oppure ancora il teatro antico di Taormina, e trova tutto chiuso perché i custodi non ci sono perché è domenica, oppure è un pomeriggio in cui la sorveglianza non è assicurata. Non solo malediranno la burocrazia regionale, ma diranno ai loro amici di evitare la Sicilia dove musei e siti non sono visitabili. E' una vecchia piaga. E' capitato anche a noi in un giorno feriale di non poter visitare Segesta perché c'era l'addetto a staccare i biglietti, ma nessun custode che ci accompagnasse e da soli è proibito entrare. Ora la questione è diventata esplosiva e a questo punto è la Regione che deve dare una risposta concreta al problema e in tempi brevi, perché con la primavera arriveranno i turisti e non gli possiamo offrire solo granite e cannoli.
SICILIA: i custodi diventano coordinatori
La Regione ha promosso i dipendenti della categoria "e" alla categoria "b", con aumento di stipendio, ma questo ha comportato la promozione di 900 custodi dei siti archeologici e dei musei, che ora sono diventati "coordinatori dì tutela e vigilanza". Questo ha creato un problema, poiché i custodi non sono più presenti per sorvegliare i siti e i musei, e i turisti potrebbero trovare i luoghi chiusi. La Regione sta cercando di trovare una soluzione, ma la questione è diventata esplosiva e la risposta deve essere data in tempi brevi per evitare di perdere l'immagine turistica della Sicilia.
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