Contrordine. La Fondazione delle regge sabaude non si fa più. Almeno per ora. Doveva ricondurre sotto la sua ala - insieme allo Stato, agli enti locali e ai privati - le residenze reali di Venaria, Rivoli e Stupinigi; più, su richiesta del ministro Rocco Buttiglione, anche Racconigi. Non basta: nelle scorse settimane s'era parlato di aggiungere alla famiglia anche il castello di Agliè. Ma ieri è stato annunciato lo stop. A raccontarne il retroscena è stato, con l'assessore regionale Gianni Oliva, lo stesso ministro, in città per l'inaugurazione della nuova sede dell'Asi («Automotoclub storico italiano») nella restaurata Villa Rey. «Se si vuol celebrare un matrimonio - ha spiegato Buttiglione - occorre che i futuri coniugi siano d'accordo. Ma se la sposa è riottosa, prevedere a ogni costo la cerimonia significherebbe ordire uno stupro. Teniamo aperta questa prospettiva per il futuro, concentrandoci per ora sul varo della fondazione per la sola Venaria». Uno stupro? Dio mi guardi, dev'essersi detto Buttiglione. A chi tocchi rivestire il ruolo dell'amata recalcitrante è presto detto. Alla fine, a ben guardare, l'unico ente pronto alle nozze pareva essere proprio il ministero. Dagli altri promessi sposi, per una ragione o per l'altra, nei giorni scorsi è giunto infatti un impegno al fatidico «sì» stentato assai, quando non una promessa di «no» bell'e buono. E' successo che, una volta avviato il tavolo istruttorio per il varo del progetto, cui si sono seduti tra gli altri le fondazioni bancarie, il ministero e la Regione, è emersa una - evidentemente imprevista - gran quantità di perplessità. Innanzitutto, da parte delle fondazioni degli istituti di credito. Che, ha detto Buttiglione, «a Torino, hanno sostenuto e stanno sostenendo uno sforzo senza pari in altre città. I nostri partner sono disponibili per Venaria, ma perplessi sul progetto complessivo, per il quale forse i tempi non sono maturi. Così come il successo del progetto per il museo Egizio sta incoraggiando il varo di Venaria, accadrà che il successo di Venaria spingerà il disegno complessivo, che resta valido. Per ora, sarebbe sbagliato forzare la mano. Del resto, stiamo sperimentando un modello nuovo, e complicato: per l'Egizio si sono incontrate notevoli difficoltà per la catalogazione e per il personale, che stiamo risolvendo. Un passo alla volta, lavorando per bene, partirà anche la prospettiva più ampia». Al tavolo, in realtà, anche la Regione s'è schierata fra i riottosi. Questi sposi, s'è detto, sono troppo diversi. E sono proprio troppi. Tanti da rischiare una babilonia. Ha spiegato l'assessore Oliva: «E' emerso un problema, più che politico, di praticità. Le regge si trovano in condizioni molto diverse. Se la valorizzazione di Rivoli, dove non sono aperti cantieri, già funziona splendidamente, quella di Venaria, dove si stanno ultimando i lavori, è pronta a decollare. Stupinigi necessita invece ancora di restauri importanti e onerosi». Seconda difficoltà: la pluralità, e per molti versi la lontananza, dei soggetti da maritare. «In questa superfondazione dovrebbero sedere come soci i Comuni di Venaria, Nichelino, Rivoli, Racconigi e Agliè, oltre forse alle Province, e certamente alle soprintendenze. Per non parlare dell'Ordine Mauriziano, dove oggi i processi decisionali sono piuttosto complicati». Tempi lunghi anche per la comunione dei beni, che dovevano essere conferiti dai rispettivi proprietari: lo Stato per Venaria, l'Ordine Mauriziano per Stupinigi, il Comune di Rivoli per il castello, che dipende però in comodato dalla Regione. Risultato. «Venaria deve partire subito, entro l'anno». Mentre per maritare tutti, si prospetterebbero tempi assai più lunghi. Ergo: «Parte Venaria da sola. Sia chiaro, però, che non rinunciamo all'idea del circuito delle regge». Per Oliva non occorre per forza, a questo scopo, dar vita alla formula giuridica della fondazione unica: «Coordinare le biglietterie e gli uffici amministrativi è possibile da subito. Soprattutto, è possibile far decollare subito la promozione del "pacchetto residenze sabaude", su cui sto lavorando con l'assessore Manica, e che deve viaggiare di pari passo rispetto al varo della fondazione per Venaria». Il primo atto, ora sfumato, della superfondazione, doveva essere firmato in questi giorni. Quello per Venaria, giura Oliva, a brevissimo. Obiettivo, concludere l'iter entro l'anno.
TORINO: Regge, la Fondazione resta un'idea
Il ministro Rocco Buttiglione ha annunciato che la fondazione delle regge sabaude non si farà più, almeno per ora. La decisione è stata presa dopo una serie di perplessità emerse durante le trattative per il varo del progetto. Le fondazioni bancarie, il ministero e la Regione si sono schierate contro il progetto complessivo, che prevedeva la valorizzazione di diverse residenze reali. La Regione ha espresso preoccupazioni sulla pluralità e sulla lontananza dei soggetti coinvolti, mentre le fondazioni bancarie hanno espresso dubbi sulla fattibilità del progetto. Il ministro ha deciso di partire con il progetto per Venaria, che deve essere varato entro l'anno.
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