Oggi un convegno per elaborare proposte da consegnare al nuovo governo Partecipano anche Vittorio Emiliani, Marco Cammelli, Eugenio Riccomini CAMBIARE REGISTRO sui temi culturali e di tutela dei Beni artistici e ambientali: questo l' "appello" al nuovo governo di un gruppo di esperti e intellettuali di settore che si ritroveranno oggi (dalle 15.30) nella sala dello Stabat Mater dell'Archiginnasio, per un incontro pubblico intitolato «Il paesaggio, i luoghi d'arte e le istituzioni culturali ». Punto di partenza dell'incontro, moderato da Milena Naldi (Ds), «il gravissimo problema della crisi degli organismi di tutela» e l'obiettivo è individuare quali provvedimenti mettere in atto per migliorare la situazione. E magari fornire qualche "suggerimento" per il futuro governo: gli interventi e le schede di lavoro, infatti, verranno raccolti in un fascicolo, sottoposto al leader dell'Unione, Romano Prodi. Alcune idee le anticipa Vittorio Emiliani, che introdurrà la tavola rotonda: «Bisogna recuperare l'interesse storico, sepolto da svilimenti e leggi come quelle sui condoni - spiega Emiliani -. Il Codice Urbani è tutto da rifare: va ripristinata l'inviolabilità dei Beni culturali pubblici e riadottato il regolamento Melandri, che riserva ai Provveditorati la decisione su quali strutture alienare ». Perché altrimenti vince il mercato e questo ha già provocato «disastri: la spesa in cultura è un investimento. Recenti studi americani - osserva Emiliani - dimostrano che le città che hanno investito di più in cultura sono le più creative e le più "sane" anche economicamente». Un occhio di riguardo anche per il risparmio delle risorse ambientali: «Statistiche Istat dicono che l'area non urbanizzata nel 1951 era di 30 milioni di ettari, oggi è di 19 milioni: ci siamo mangiati 11 milioni di ettari colandoci sopra cemento. Una tendenza da invertire - chiude Emiliani - Nel programma dell'Unione c'è una legge per il risparmio del suolo e questo è un elemento positivo». Sul tema della privatizzazione del patrimonio pubblico interverrà anche l'architetto Pier Luigi Cervellati: «Negli ultimi anni, soprattutto con il Codice Urbani, si è andato sempre più svilendo il senso della tutela. La privatizzazione spinta in corso nuoce e inficia la tutela; il privato investe per guadagnare - insiste Cervellati - Non vogliamo musei- aziende, perché ma il patrimonio deve rimanere pubblico, deve restare della collettività che in esso riflette la sua identità». Tra i relatori anche il presidente della Fondazione Del Monte, Marco Cammelli, secondo cui bisogna «smettere di fare codici e occuparsi di più di organizzazione, sia del Ministero sia delle sue sedi decentrate». Lo storico Eugenio Riccomini interverrà, invece, sulla «totale assenza di educazione all'opera d'arte nelle scuole: si difende ciò che si ama e quindi ciò che si conosce. Vogliamo chiederci come può difendere il patrimonio artistico di questo Paese chi non ha gli strumenti per avvicinarsi alle opere d'arte?». L'Italia ha un «patrimonio unico al mondo», sottolinea Riccomini, che va tutelato «non solo per il bene di se stessa e dei suoi figli ma per tutta l'umanità». Più specifico sui musei l'intervento di Jadranka Bentini, direttrice del Museo delle ceramiche di Faenza, che "bacchetta" il pur corposo programma del centrosinistra: «Non si parla di strumenti concreti e di linee strategiche per le fondazioni museali, bisogna rivedere la gestione delle commissioni paritetiche Stato- Regioni ai fini di una migliore tutela e valorizzazione del patrimonio museale ». Gli altri relatori del convegno sono Felicia Bottino, Silvia Dell'Orso, Andrea Emiliani, Piero Orlandi e l'italianista Ezio Raimondi.
BOLOGNA: Intellettuali in difesa dell'arte. Stop a condoni e alienazioni
Oggi si tiene un convegno per elaborare proposte da consegnare al nuovo governo. Partecipano esperti e intellettuali di settore, tra cui Vittorio Emiliani, Marco Cammelli, Eugenio Riccomini. Il tema è la tutela dei Beni artistici e ambientali. Il convegno si svolge nella sala dello Stabat Mater dell'Archiginnasio e sarà moderato da Milena Naldi. Gli interventi e le schede di lavoro verranno raccolti in un fascicolo e sottoposti al leader dell'Unione, Romano Prodi. I relatori parleranno di come recuperare l'interesse storico, smettere di fare codici e occuparsi di più di organizzazione, e di come tutelare il patrimonio artistico e ambientale.
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