Da stamattina è chiuso al pubblico il parco archeologico della tomba di Virgilio, salita della Grotta (Mergellina). Motivo: lavori urgenti di restauro della Crypta Neapolitana, adeguamento dell'impianto elettrico, messa in sicurezza dei percorsi di visita, potenziamento del sistema d'allarme con utilizzo di nuove videocamere a colori. Tempi di realizzazione: non indicati sul comunicato ufficiale della Soprintendenza, che forse ritiene prudente non sbilanciarsi, ma gli ottimisti parlano di un paio di mesi. Concluso l'intervento, il sito verrà restituito a cittadini e turisti sotto una nuova luce. Il piano prevede, infatti, un'illuminazione «monumentale» di grande effetto sui sepolcri del poeta latino e di Leopardi, sul Colombario fresco di restyling, sull'affresco altomedievale della Madonna dell'Idria, sui resti dell'acquedotto del Serino, sulle pareti di roccia tufacea. Fin qui le belle notizie. Quelle meno buone riguardano i tempi dell'operazione, che la burocrazia ha fatto cadere proprio nel periodo più fruttuoso per affluenza di visitatori, e la manutenzione ordinaria dei giardini. Per quest'ultima voce di spesa non è rimasto in cassa nemmeno un euro, né sono previste nuove sovvenzioni. Contraddizioni della città-museo, dove sembra più facile costruire da zero una galleria d'arte che tenere in ordine (e possibilmente aperti al pubblico) i monumenti che già rendono Napoli famosa nel mondo. «Il taglio dei fondi imposto dal ministero - spiega Tommaso Russo, direttore del parco Tomba di Virgilio - ci mette in ginocchio. Soltanto adesso siamo riusciti ad avere i finanziamenti per avviare il restauro e l'adeguamento degli impianti, tant'è che ci troviamo costretti a chiudere nel pieno della stagione turistica. Sul fronte manutenzione ordinaria, nulla da fare: i soldi sono finiti e non ne arriveranno altri dal governo. Giocheremo l'ultima carta con il soprintendente regionale Stefano De Caro, nella speranza possa venirci incontro dal punto di vista economico. Se anche questo tentativo dovesse fallire, ci ritroveremo con un sito "rinnovato" che giorno per giorno verrà condannato all'abbandono». Alla realizzazione del grande sogno, la riapertura completa dell'antico percorso della Crypta tra i versanti di Piedigrotta e Fuorigrotta, mancano soltanto trecento metri di roccia. Ma sono così «solidi» che pare serviranno due anni almeno - tra ricerca dei finanziamenti, procedure d'appalto, difficoltà tecniche, eventuali e varie - per buttare giù l'ultimo diaframma che separa questi due pezzi di storia napoletana. Il tunnel, lungo ottocento metri, venne scavato nel 37 avanti Cristo su progetto dell'architetto Lucio Cocceio (una leggenda ne attribuisce la creazione allo stesso Virgilio, che grazie alle sue arti magiche sarebbe riuscito a compiere l'opera in poche notti) ed era utilizzato come via di collegamento tra la città e l'area flegrea. Dei due ingressi, da oggi, uno resta chiuso per lavori. Sull'altro fronte - via Grotta Vecchia - non resta che ricordare lo stato delle cose: non c'è nemmeno un cartello turistico che indichi ai visitatori la strada da percorrere per entrare nella Crypta.