Sassoferrato, l'emozione del sindaco Rinaldi, il grazie alla Soprintendenza SASSOFERRATO "Con questo museo decisamente rinnovato diamo il nostro piccolo contributo alla valorizzazione del territorio. Un contributo che molto presto si avvarrà di altre strutture di assoluto rilievo sul piano storico e artistico". Non è esagerato affermare che per la città di Sassoferrato stia per nascere una nuova era sotto l'aspetto culturale e turistico. E il sindaco Luigi Rinaldi non ha nascosto l'emozione in occasione dell'inaugurazione del Museo civico archeologico, avvenuta nel tardo pomeriggio di ieri all'interno del Palazzo dei Priori. La struttura, nata tanti anni fa per impulso del giornalista e studioso Guido Vitaletti, aveva sempre rappresentato un punto di riferimento importante a livello regionale (e non solo) nel settore archelogico e si era costantemente arricchita di reperti fino al terremoto del settembre 1997, che l'aveva gravemente danneggiata. Adesso, dopo il consolidamento statico dell'edificio trecentesco, il Museo archeologico è tornato al suo antico splendore e ieri sera in tanti hanno preso parte all'apertura di uno dei "gioielli" storico-artistici sentinati. Non sono mancati, naturalmente, esponenti politici e amministrativi, illustri docenti universitari, nonché i vertici della Soprintendenza ai Beni archeologici delle Marche e di Assindustria. Proprio Assindustria ha contribuito a finanziare l'allestimento dei locali, mentre il potenziamento e il restauro (necessari 700.000 euro) sono stati possibili con i finanziamenti della Regione nell'ambito degli "Obiettivi Docup" dell'Unione Euopea (340.000 euro), dei fondi della ricostruzione post-sismica (300.000 euro) e di quelli del Comune (60.000 euro). "Ringrazio il Soprintendente Giuliano De Marinis e le sue collaboratrici Mara Silvestrini e Milena Mancini ha osservato il sindaco Rinaldi che hanno seguito attentamente la questione, ma nello stesso tempo dico grazie a tutti coloro che hanno contribuito a far rivivere questi locali che potrebbero davvero rivelarsi di estrema importanza in futuro sul piano turistico. Al riguardo, ci stiamo organizzando con la Pro Loco per mettere in piedi un servizio di visite guidate". Il museo archeologico, ridisegnato dal celebre studio Einaudi di Roma secondo criteri museologici moderni e scientifici, valorizzato sotto il profilo architettonico, funzionale e della sicurezza, dotato di arredi e strutture espositive, informatizzato e dislocato su due piani collegati da un ascensore, ospita pregevoli mosaici, sculture e reperti rinvenuti nell'area archeologica di Sentinum, situata all'ingresso della città, provenendo da Fabriano. "Ora più che mai ha spiegato De Marinis c'è un aggancio diretto con il parco archeologico, per cui chi viene al museo può proseguire il suo percorso con la visita all'area di Sentinum. Nel museo è stato pure potenziato l'apparato didattico, grazie a nuove sezioni e a due vetrine di maioliche e di ceramiche, anche di un certo pregio". Particolarmente interessanti, inoltre, il plastico raffigurante la Battaglia delle nazioni (295 a.C.), la riproduzione del mosaico "Aion", il cui originale è conservato al museo di Monaco di Baviera, e la sezione riservata alla preistoria, realizzata con i reperti trovati in un piccolo insediamento preistorico in località Fornaci, collocabile tra il Neolitico finale e l'Eneolitico. Al primo piano del museo c'è la Sala Perottiana con la raccolta di reliquiari bizantini e fiamminghi, fra cui l'Icona di San Demetrio, recentemente esposta al Metropolitan Museum of Art di New York e nella basilica di San Demetrio a Salonicco, in occasione del 1.700 anniversario del martirio del santo.